Amministrazione di sostegno e consenso informato

Amministrazione di sostegno e consenso informato: chiarezza dopo l’entrata in vigore della legge nr. 219 del 2017.

Decreto Tribunale di Modena del 23 marzo 2018 Giudice Tutelare Masoni

Il provvedimento in esame è uno dei primi che dà applicazione alla previsione dell’art. 3 L. 219 del 2017, cd. legge sul consenso informato. Detta disposizione prevede, infatti, che “Nel  caso  in  cui  sia  stato nominato  un  amministratore  di  sostegno  la  cui  nomina   preveda l’assistenza necessaria  o  la  rappresentanza  esclusiva  in  ambito sanitario, il  consenso  informato  e’  espresso  o  rifiutato  anche dall’amministratore di sostegno ovvero solo da quest’ultimo,  tenendo conto della volonta’ del beneficiario, in relazione al suo  grado  di capacita’ di intendere e di volere”. gabriella panaro

Il caso ha riguardato la situazione di una giovane donna in stato di coma per emorragia da aneurisma, conseguentemente ridotta in stato di incoscienza e di totale impossibilità di provvedere ai propri interessi.

Il Giudice nomina il padre quale Amministratore di sostegno, affidandogli, oltre ai compiti relativi alla gestione patrimoniale, anche le funzioni concernenti la gestione del consenso (ovvero, rifiuto) informato per i trattamenti medici di eseguirsi nell’interesse della donna, ormai in gravissime situazioni di salute.

Riguardo ai compiti di gestione del consenso sanitario, il Giudice richiama l’art. 3, 4° comma, della nuova legge, innanzi enunciato.

Il Giudice tutelare osserva che la nuova legge ha fatto chiarezza in merito ai precedenti orientamenti giurisprudenziali.

Secondo il Giudice, infatti, vi era stata, fino all’entrata in vigore della legge 219/17, un’evidente oscillazione della giurisprudenza di merito riguardo alla possibilità di attribuire all’ads poteri di rappresentanza esclusiva nella prestazione (o rifiuto) del consenso sanitario, anche se, come rammenta il Giudicante, era sempre stato prevalente l’orientamento inaugurato dal Tribunale di Modena nel 2004, in base al quale all’ads potevano essere attribuiti poteri di rappresentanza in materia sanitaria quando l’interessato non fosse in grado di esprimere consenso consapevole.

Tuttavia, non possono essere dimenticate decisioni di segno contrario.

Si ricorda, a tal proposito, il Tribunale di Savona (v. sentenze nn. 110 del 30.01.2018; 26 del 15.01.2018; 794 del 20.6.16; 801 del 21.06.16; 865 del 4.07.16; 904 del 12.07.16; 1216 del 18.10.2016 e numerose altre), che, dimenticando il ruolo fondamentale dell’ADS, che, in sempre più occasioni viene a sostituire l’ipotesi più grave di interdizione, ha pronunciato l’interdizione di una donna ritenendo che soltanto il tutore potesse sostituirsi all’interessata nella gestione del consenso sanitario.

Il recente intervento del Legislatore ha dunque messo ordine, con grandi perplessità ingenerate in quella giurisprudenza che ha continuato fin qui ad interdire le persone fragili.

A tal proposito, non si può dimenticare che ’istituto dell’interdizione è fortemente limitativo: priva parzialmente o totalmente il soggetto della capacità di agire necessaria per compiere atti giuridici e amministrare il proprio patrimonio e ciò attraverso la sostituzione con un tutore che compie tutti gli atti senza dover consultare l’interdetto.

La legge 9 gennaio 2004, n. 6 che ha previsto l’introduzione dell’amministrazione di sostegno e ha modificato gli articoli 388, 414, 417, 418, 424, 426, 427 e 429 del codice civile in materia di interdizione e inabilitazione.

Il fine della legge è stato quello di trovare un istituto meno invasivo, più elastico e flessibile rispetto all’interdizione e l’inabilitazione, che garantisca all’incapace la tutela più adeguata con la minore limitazione possibile della sua capacità.  Il ricorso alle più invasive misure dell’inabilitazione o dell’interdizione non trova oggi giustificazione nemmeno nella assoluta necessità della protezione della persona, in quanto l’art. 411 quarto comma cod.civ. “estende al beneficiario dell’amministratore di sostegno effetti, limitazioni, decadenze previsti da disposizioni di legge per l’interdetto e l’inabilitato”.

Avv. Gabriella Panaro – info: avvgabriellapanaro@gmail.com;

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