La mediazione vale come udienza per la pratica forense

AI FINI DELL’ESPLETAMENTO DELLA PRATICA FORENSE, LA PARTECIPAZIONE ALLA MEDIAZIONE VALE COME UDIENZA.
Parere nr. 55 del 12 luglio 2017 del Consiglio Nazionale Forense


La vicenda inizia con la proposizione al Consiglio Nazionale Forense del seguente quesito da parte del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Bologna: il partecipare alle riunioni o incontri di mediazione, di natura obbligatoria ovvero delegata, oppure ad ulteriori “alternative dispute resolution” (ADR), ai fini della pratica professionale, può essere equiparabile al presenziare alle udienze che si svolgono presso l’Autorità Giudiziaria?gabriella panaro
Prendendo spunto dall’art. 8 commi 2 e 4 del DM nr. 70 del 2016, che disciplinano i compiti di vigilanza del Consiglio dell’Ordine nella gestione della pratica forense, nonché gli obblighi che gravano in capo agli Avvocati nel seguire i praticanti durante il periodo di pratica, il CNF ha evidenziato l’importanza che la formazione del praticante avvocato debba riguardare anche il procedimento di mediazione e, più in generale, tutti i procedimenti di soluzione della lite alternativi alla giurisdizione e, a tal fine, ha ritenuto che ben possano essere computati nel novero delle udienze cui l’allievo deve assistere anche gli incontri svolti innanzi al mediatore, purché in detti incontri la mediazione sia stata effettivamente svolta (e quindi ad esclusione del primo incontro), e ponendo altresì la condizione che la sua presenza sia documentata.
Analogamente può affermarsi per quanto attiene alle ulteriori tipologie di ADR, sempre che si svolgano innanzi ad un organo terzo.
Ne discende la netta esclusione del procedimento di negoziazione assistita.
In modo analogo a quanto avviene per le udienze in Tribunale, anche per le mediazioni stragiudiziali, la presenza del praticante dovrà essere opportunamente documentata sul libretto della pratica.
Questa pronuncia, dimostra come, negli ultimi anni, la mediazione civile e commerciale stia rafforzando la sua posizione nel sistema giuridico del nostro Paese; secondo quanto stabilito dalla legge 28/2010, riconfermata anche nel 2017, le materie per le quali il tentativo di mediazione costituisce condizione di procedibilità per il rito ordinario sono molteplici: diritti reali, successioni, divisioni ereditarie, contratti bancari e assicurativi, locazioni, dispute condominiali, responsabilità medica ed altre ancora. Di conseguenza, far rientrare le sedute di mediazione nel computo delle udienze obbligatorie per l’aspirante avvocato, dunque, contribuisce a rafforzare sia l’importanza di questo istituto sia la preparazione e le conoscenze del candidato stesso.
Ormai, il praticante dev’essere portato a conoscenza a 360 gradi di tutte le soluzioni offerte dal panorama giuridico, che non possono essere più soltanto le udienze giudiziali, che, comunque, continuano a costituire la stragrande maggioranza dell’attività svolta. Per poter svolgere la professione dell’Avvocato, soprattutto per poter essere un Avvocato, chi si affaccia a questa attività dev’essere messo in grado di conoscere anche gli strumenti alternativi alle quotidiane udienze, anche per cogliere lo spirito verso cui, volente o nolente, si è ormai indirizzata l’Avvocatura: cercare la risoluzione delle controversie con strumenti alternativi alle procedure giudiziali.

Avv. Gabriella Panaro – info: avvgabriellapanaro@gmail.com

Add a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *