Mediazione per l’impugnazione di delibere condominiali.

Effetti della mediazione sulla decadenza in materia di impugnazioni delle delibere condominiali.

Tribunale di Palermo, sentenza 4951 del 19 settembre 2015

Si riporta una sentenza del Tribunale di Palermo (sentenza 19/09/2015 n° 4951), non marisa antelmi - 964x489 jpgcondivisibile e non condivisa dalla maggior parte della giurisprudenza, che ci consente di porre l’attenzione sugli effetti della mediazione sulla decadenza in materia di impugnazioni delle delibere condominiali.

Il caso.

 

Ad un condomino, assente in assemblea, viene comunicata la delibera, che egli decide di impugnare nei trenta giorni successivi. Di conseguenza e ai sensi dell’art.5 d. lgs. n. 28 del 2010, presenta domanda di mediazione, comunicata al Condominio il 28° giorno dalla decorrenza del termine per impugnare. Tale procedimento si conclude con esito negativo. Il condomino, pertanto, notifica la citazione in giudizio del Condominio il 30°giorno dal deposito del verbale negativo da parte del mediatore.

Il Tribunale palermitano, con la sentenza indicata, dichiara inammissibile l’impugnazione, assumendo che l’attore avrebbe dovuto instaurare la causa “entro i due giorni a lui rimanenti per promuovere l’azione giudiziaria”; ciò perché, secondo il Tribunale, il termine è sospeso provvisoriamente in caso di istanza di mediazione, e dalla data del deposito del verbale negativo,  riprende a decorrere il termine dei trenta giorni, secondo la progressione temporale che aveva nel giorno in cui è stata presentata l’istanza.

Il riferimento normativo della vicenda è l’art. 5 comma 6 D.Lgs 28/2010, il quale afferma: “dal momento della comunicazione alle altre parti, la domanda di mediazione produce sulla prescrizione gli effetti della domanda giudiziale” ed “impedisce altresì la decadenza per una sola volta, ma se il tentativo fallisce la domanda giudiziale deve essere proposta entro il medesimo termine di decadenza, decorrente dal deposito del verbale di cui all’articolo 11 presso la segreteria dell’organismo”.

L’interpretazione data dal Tribunale di Palermo, dunque, si scontra con il preciso dato letterale dell’inciso normativo. Diverso, infatti, è l’orientamento della giurisprudenza prevalente, la quale conclude per la reviviscenza dell’intero termine di decadenza di cui all’articolo 1137 codice civile (trenta giorni) a partire dalla data del deposito del verbale negativo presso l’organismo di mediazione.

Si ritiene, infatti, che l’effetto impeditivo della decadenza non debba essere inteso come effetto sospensivo della stessa, stante anche l’inapplicabilità ai termini di decadenza delle regole della prescrizione e  sospensione.

Al più si può concordare con parte della dottrina che ritiene verificarsi, non tanto un vero e proprio impedimento della decadenza, quanto uno sdoppiamento dello stesso termine (ad evitare che si produca l’effetto della perdita del diritto nella pendenza del procedimento di mediazione). Sicuramente non può attribuirsi alla comunicazione dell’istanza di mediazione, un sorta di effetto “impeditivo – sospensivo” del termine di decadenza.

 Avv. Marisa Antelmi 

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