Nullità della cartella esattoriale impositiva

NULLITA’ DELLA CARTELLA ESATTORIALE IMPOSITIVA DELLA SANZIONE DEL VERBALE E NON DELLA SENTENZA DI RIGETTO DELLA OPPOSIZIONE ALLA MULTA.

Tribunale di Taranto – sentenza del 19 gennaio 2017 Giudice dr. Marcello Maggi

 

Il caso

Tizio, con atto di citazione ex art. 615 cpc, proponeva opposizione dinanzi il Giudice di Pace gabriella panaroavverso una cartella esattoriale emessa da Equitalia Sud spa. Deduceva a sostegno della propria domanda che la cartella richiamava due volte il medesimo importo e che il Tribunale di Bari, in sede di appello, nel rigettare l’opposizione al verbale proposta dallo stesso Tizio, aveva omesso di determinare l’importo della sanzione dovuta. Di conseguenza, sosteneva Tizio, la sentenza doveva considerarsi inutiliter data, non potendo il Comune creditore determinare liberamente la somma dovuta. Quindi, Tizio chiedeva che la cartella venisse dichiarata nulla per i motivi innanzi indicati o che, in subordine, venisse rideterminato e ridotto l’importo dovuto, dichiarando l’illegittimità della cartella nella parte in cui aveva duplicato la medesima pretesa di pagamento.

Si costituiva il Comune creditore sostenendo che, a seguito della sentenza emessa dal Tribunale, passata in giudicato, il verbale era divenuto titolo esecutivo per una somma pari alla metà del massimo edittale. Sosteneva, inoltre, di non conoscere le ragioni per cui l’Equitalia avesse iscritto a ruolo per due volte il medesimo importo e che, comunque, qualora fosse stata individuata l’erroneità della duplicazione delle somme imputabili ad un errore di Equitalia, chiedeva la rideterminazione delle stesse.

Il Giudice di Pace accoglieva il l’opposizione di Tizio, dichiarando illegittima e nulla la cartella de qua.

Avverso la ridetta sentenza, il Comune creditore proponeva appello che si è poi concluso con la pronuncia oggi in esame.

Sosteneva il Comune in questione che il Giudice di primo grado fosse andato ultra petitum, poiché aveva condannato in solido al pagamento delle spese legali anche l’Ente stesso, oltre alla concessionaria, malgrado l’opponente avesse riconosciuto che unica responsabile della duplicazione degli importi iscritti a ruolo fosse Equitalia. Inoltre, eccepiva che la cartella dovesse essere ridotta nell’importo richiesto e non dichiarata del tutto illegittima.

La pronuncia

Il Tribunale di Taranto rigetta l’appello.

Sostiene, infatti, che il Giudice di pace, correttamente, avesse accolto l’opposizione di Tizio in primo grado a causa della “evidente incongruità della determinazione della sanzione operata da Equitalia” con illegittimo aumento della somma richiesta. Quindi, la cartella non era produttiva di effetti giuridici per la mancata esatta quantificazione della somma da pagare.

Il Tribunale ritiene fondata la contestazione relativa alla mancata quantificazione in sentenza dell’importo da versare, in ragione della previsione dell’art. 204 bis del Codice della Strada, che contiene due importanti principi che spesso non vengono tenuti in considerazione nelle sentenze: 1) “il Giudice di pace determina l’importo della sanzione e impone il pagamento della somma con sentenza immediatamente eseguibile” 2) “la sentenza con cui viene rigettato il ricorso costituisce titolo esecutivo per la riscossione coatta delle somme inflitte dal Giudice di Pace”.

Quindi, ciò che dev’essere essere portato ad esecuzione è la sentenza che, nel rigettare l’opposizione al verbale di contestazione all’infrazione al codice della strada, deve determinare, secondo i criteri di legge e tra il minimo e massimo edittale, l’ammontare della sanzione dovuta, condannando il trasgressore al pagamento della somma dovuta in favore dell’ente creditore. (sul punto cfr. anche sentenza Cassazione nr. 25304 del 2010).

Nel caso in esame, sostiene il Giudice di Taranto difettava un titolo esecutivo per richiedere la sanzione ed iscriverla a ruolo (non essendo stata esattamente determinata la sanzione in sentenza) e ciò costituiva motivo di nullità della cartella esattoriale.

Le conclusioni cui si giunge nella pronuncia in esame sono pertanto le seguenti: a) non si riscontra un’ipotesi di ultra petitum, perché in via principale l’attore aveva comunque richiesto la dichiarazione di illegittimità della intera cartella esattoriale e solo in subordine il dimezzamento dell’importo richiesto per via della duplicazione della somma iscritta a ruolo; b) la condanna al pagamento delle spese processuali doveva avvenire in solido sia per il Comune che per Equitalia Sud, il primo in quanto aveva formato un ruolo sulla base di un verbale di accertamento che, come detto innanzi, non costituiva titolo esecutivo; la seconda per l’errore commesso nel duplicare l’importo richiesto; c) in carenza di un titolo esecutivo, non avrebbe potuto essere richiesta alcuna somma, per cui la cartella impugnata era da considerarsi del tutto inefficace.

Avv. Gabriella Panaro 

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