Separazione dei coniugi e affidamento condiviso dei figli

SEPARAZIONE DEI CONIUGI – AFFIDAMENTO CONDIVISO DEI FIGLI CON COLLOCAMENTO INVARIATO – “ASSEGNAZIONE DELLA CASA CONIUGALE AI FIGLI” – SOLUZIONE ALTERNATIVA RISPETTO A QUELLA PROSPETTATA DALLE NUOVE LINEE GUIDA DEL TRIBUNALE DI BRINDISI.

Tribunale di Genova – decreto di omologazione del 25 giugno 2015

FATTO

Due coniugi, depositato ricorso per separazione consensuale, nel periodo tra detto deposito e l’udienza presidenziale, sperimentavano una soluzione alternativa al collocamentoclaudio cellamare privilegiato del figlio presso un genitore (con conseguente spostamento dello stesso presso altra abitazione nei giorni di competenza dell’altro genitore), prevedendo il collocamento invariato del bambino presso la casa coniugale con alternanza dei genitori ogni sette giorni. L’accordo, inoltre, prevedeva che le spese dell’abitazione venissero divise al 50% e non vi fosse la corresponsione di assegni di mantenimento, atteso che ogni genitore avrebbe provveduto alle esigenze del figlio nei periodi di spettanza della dimora nella casa coniugale). Il Tribunale preso atto del buon esito di questa sperimentazione, omologava l’accordo di separazione.

 COMMENTO

Ho ritenuto interessante commentare questo provvedimento di un paio di anni fa, in quanto, ritengo che le soluzioni ivi adottate (quando praticabili) siano preferibili sia all’affidamento condiviso con collocamento prevalente presso un genitore, sia al nuovo indirizzo che proviene dal Tribunale di Brindisi che, semplicemente, cancella il concetto di collocazione prevalente (che precisa non essere mai stato previsto dalla L.54/2006 sull’affido condiviso).

L’accordo omologato dal Tribunale di Genova ritiene primario l’interesse della prole e si pone in netta contrapposizione con quanto sostenuto, di recente, nelle linee guida del Tribunale di Brindisi (pubblicate alcuni giorni fa) che ritiene prevalente la soluzione del problema di assegnazione della casa coniugale; infatti, in dette linee guida si legge che con l’addio al collocamento prevalente verrebbe meno il problema dell’assegnazione della casa coniugale in quanto, dovendo il figlio frequentare in modo equilibrato entrambi i genitori, l’immobile resterebbe al proprietario senza possibilità di contestazioni.

Il Tribunale di Genova, nel rispetto del dettato dell’art. 337-ter C.C., ed avendo quale “faro” l’esclusivo interesse morale e materiale della prole, prendendo atto degli accordi intervenuti tra i genitori, ha ritenuto che, in tale maniera, il minore avesse la possibilità di mantenere un rapporto equilibrato e continuativo con ciascuno dei genitori, di ricevere cura, educazione, istruzione e assistenza morale da entrambi.

I coniugi, consci della fine della relazione coniugale, hanno, anche con l’aiuto degli operatori del diritto, saputo valorizzare il loro ruolo di genitore nel preminente interesse del figlio. Infatti, in sede di Udienza Presidenziale, dichiaravano a verbale che “un eventuale diversa modalità di componimento dei nuovi assetti derivanti dalla separazione coniugale, costituirebbe per loro fonte di tensione e preludio di un conflitto che si è invece voluto scongiurare nel preminente interesse del figlio”.

Purtroppo questa soluzione non è attuabile in tutti i casi sia per ragioni logistico-economiche (entrambi i coniugi dovrebbero avere un’altra abitazione oltre alla ex casa coniugale) sia per il livello di conflittualità dei genitori. Prova ne è che oltre al provvedimento in commento, ne ho trovati ben pochi (cfr. Trib. Varese decr. n.158/13, in cui i coniugi, tra l’altro, si alternavano anche nel curare il gatto).

La separazione di due coniugi non è mai indolore per i figli e il compito di “genitore” non può esaurirsi con la fine di un matrimonio.

L’accordo omologato dal Tribunale di Genova nel 2015 è la dimostrazione che, nonostante la fine di un rapporto coniugale, i genitori hanno saputo preservare la prole da continui e traumatici spostamenti da un abitazione all’altra.

Qualora le possibilità economiche lo consentano, credo che la soluzione omologata dal Tribunale di Genova sia la più auspicabile: la casa coniugale viene assegnata ai figli!

 Avv. Claudio Cellamare 

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