Il termine di impugnazione in caso di mancata notifica della cartella

IL TERMINE DI IMPUGNAZIONE DEGLI ESTRATTI RUOLO IN CASO DI MANCATA NOTIFICA DELLA CARTELLA DI PAGAMENTO.

Corte di Cassazione – sentenza nr. 13584 del 30 maggio 2017

IL CASO

La vicenda oggetto della pronuncia in esame ha avuto origine da una iscrizione gabriella panaroipotecaria legale, ex articolo 77 d.P.R.602/73. Il contribuente avverso tale atto proponeva ricorso alla Commissione Tributaria Provinciale. I giudici di primo grado accolgono le doglianze del ricorrente ed annullano l’iscrizione ipotecaria. L’Agente per la riscossione avverso la decisione dei giudici di prime cure proponeva ricorso alla Commissione Tributaria Regionale che in riforma della sentenza di primo grado ha ritenuto inammissibile il ricorso inoltrato dal contribuente, in quanto proposto oltre il termine dei 60 giorni da quanto aveva avuto contezza della pretesa tributaria a suo carico mediante rilascio di estratto di ruolo. Infatti, il ricorrente aveva sostenuto di aver avuto contezza della pretesa creditoria nei suoi confronti solo con la richiesta di sua spontanea iniziativa dell’estratto di ruolo. Mai, invece, gli erano state notificate le cartelle prodromiche.

Quindi, proponeva, avverso la decisione dei giudici di merito, ricorso in Cassazione.

LA PRONUNCIA

I Giudici della Suprema Corte, nel rigettare il ricorso del contribuente hanno affermato che il diritto di impugnare la cartella di pagamento non notificata doveva essere esercitato entro il termine generale di impugnazione di cui all’articolo 21 d.lgs. 546/92, pari a 60 giorni da quello in cui l’estratto ruolo è stato richiesto e, quindi, il presunto debitore sia venuto effettivamente a conoscenza del proprio debito.

In ordine alla impugnabilità dell’estratto di ruolo – inteso però non quale mero ‘documento’ rappresentativo, bensì come atto amministrativo pretensivo riferito ad una specifica posizione soggettiva – nel caso di mancata notificazione della cartella di pagamento che su di esso si fonda, la pronuncia in esame richiama quanto stabilito da SSUU 19704/15, secondo cui “il contribuente può impugnare la cartella di pagamento della quale – a causa dell’invalidità della relativa notifica – sia venuto a conoscenza solo attraverso un estratto di ruolo rilasciato su sua richiesta dal concessionario della riscossione; a ciò non osta l’ultima parte del comma 3 dell’art. 19 del d.lgs. n. 546 del 1992, in quanto una lettura costituzionalmente orientata impone di ritenere che l’impugnabilità dell’atto precedente non notificato unitamente all’atto successivo notificato – impugnabilità prevista da tale norma – non costituisca l’unica possibilità di far valere l’invalidità della notifica di un atto del quale il contribuente sia comunque venuto legittimamente a conoscenza e quindi non escluda la possibilità di far valere l’invalidità stessa anche prima, giacché l’esercizio del diritto alla tutela giurisdizionale non può essere compresso, ritardato, reso più difficile o gravoso, ove non ricorra la stringente necessità di garantire diritti o interessi di pari rilievo, rispetto ai quali si ponga un concreto problema di reciproca limitazione”.

Le Sezioni Unite hanno, inoltre, affermato, chiarendo ancor di più la problematica:  “la natura recettizia degli atti tributari rende inapplicabile l’istituto della “piena conoscenza” ai fini del decorso del termine di impugnazione, essendo l’inammissibilità dell’utilizzo di strumenti alternativi o surrogatori al fine di provocare aliunde l’effetto di conoscenza una delle più rilevanti conseguenze connesse alla natura recettizia dell’atto, onde l’omessa comunicazione, nei modi di legge, del provvedimento recettizio (nella specie l’atto tributario) comporta il mancato decorso dei termini di impugnativa e impedisce che l’atto diventi inoppugnabile, con pregiudizio per la stabilità dei relativi effetti”.

Il contribuente ben può chiedere più volte l’estratto, e i sessanta giorni non possono che decorrere dalla data del primo rilascio; se il resistente (ente impositore o agente della riscossione) intende eccepire la tardività, è suo onere dimostrare che, in data antecedente, erano già stati rilasciati gli estratti di ruolo.

Il contribuente, tuttavia, non è obbligato a ricorrere contro l’estratto di ruolo, ben potendo attendere il successivo atto cautelare, come la comunicazione di ipoteca esattoriale.

Avv. Gabriella Panaro 

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