Improcedibilità del decreto ingiuntivo senza mediazione delegata

marisa antelmi

Tribunale di Firenze – sez. III, sent. 22863 del 30/10/2014 

La massima 

È improcedibile una opposizione a decreto ingiuntivo qualora le parti non abbiano esperito la mediazione delegata disposta dal magistrato, con la conseguenza che il decreto ingiuntivo diventa irrevocabile

Il caso

Tizio propone dinanzi al Tribunale di Firenze opposizione a D.I. emesso nei suoi confronti, avanzando altresì domanda riconvenzionale. Il Giudice concede la provvisoria esecuzione del D.I. e, successivamente, dispone la mediazione delegata ai sensi dell’art.5 comma 2 del D.Lgs. 28/2010, come novellato e modificato. Nessuna delle parti avvia la mediazione. Il Tribunale deve valutare la conseguenza di tale omissione, avuto riguardo alla particolare natura del giudizio instaurato.

La sentenza

La sentenza del Tribunale di Firenze è una delle ultime sentenze di merito su una questione di particolare interesse, ossia su chi abbia l’onere di promuovere la mediazione nel procedimento di opposizione a decreto ingiuntivo – in quanto il mancato esperimento della stessa, ai sensi dell’art.5 comma 2, comporta la improcedibilità della domanda giudiziale –.

E’ evidente infatti che, in una causa ordinaria, l’interesse a promuovere la mediazione sarà quasi sempre dell’attore; il convenuto potrà avere interesse ad eseguire la mediazione solo laddove abbia proposto domanda riconvenzionale, ovvero comunque confidi nella probabile emissione di una pronuncia di merito favorevole; negli altri casi, l’eventuale declaratoria di improcedibilità non pregiudica direttamente il convenuto. Controversa è invece la questione, ove la mediazione omessa attenga ad un giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo.

In giurisprudenza si contrappongono 2 orientamenti; da una parte chi ritiene che il mancato svolgimento della mediazione debba comportare la revoca del decreto ingiuntivo perché “attore” in senso sostanziale è l’opposto, la cui “domanda giudiziale” è stata proposta nelle forme del ricorso per decreto ingiuntivo, oggetto di opposizione da parte del “convenuto sostanziale”-opponente-(ordinanza del 18 maggio del tribunale di Varese, pronuncia del 17 marzo 2014 del tribunale di Firenze, ordinanza del tribunale di Verona del 28 ottobre 2014).

Dall’altra chi sostiene, in caso di omessa mediazione, la improcedibilità della opposizione, con conseguente passaggio in giudicato del decreto ingiuntivo opposto (tribunale di Prato del 18 luglio 2011, tribunale di Siena del 25 giugno 2012, tribunale di Rimini del 17 luglio 2014)

Il  tribunale di Firenze, nel caso che ci occupa, con la sentenza del 30 ottobre 2014 (estensore Ghelardini), ritiene corretta la seconda tesi e giunge, di conseguenza, a dichiarare l’improcedibilità dell’opposizione (e della domanda riconvenzionale), e non del decreto ingiuntivo, che diviene così definitivo. Le motivazioni proposte dal giudice di Firenze – pur consapevole della obiettiva controvertibilità della questione – appaiono innovative. Infatti, esso ritiene che “nell’opposizione a decreto ingiuntivo, così come per i procedimenti di appello, la locuzione «improcedibilità della domanda giudiziale» debba interpretarsi «alla stregua di improcedibilità/estinzione dell’opposizione (o dell’impugnazione in caso di appello) e non come improcedibilità della domanda monitoria consacrata nel provvedimento ingiuntivo”. Di conseguenza:  “l’estinzione del giudizio di opposizione produce gli stessi effetti dell’estinzione del giudizio di impugnazione;  il decreto ingiuntivo opposto diviene definitivo ed acquista l’incontrovertibilità tipica del giudicato (Cass. n. 4294/2004; n. 849/00)”.

La questione interpretativa è tuttavia ancora aperta.

 

Avv. Marisa Antelmi – info: marisa.antelmi@inwind.it

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