Risarcimento da offese sul web.

RISARCIMENTO E TUTELA CAUTELARE PER LE OFFESE SUL WEB.

Tribunale di Reggio Emilia – Ordinanza del 15/04/2015.

IL CASO

Il caso in questione ha ad oggetto un’interessante pronuncia del Tribunale di Reggio Emilia, adito con ricorso ex 700 c.p.c. in seguito ad offese effettuate sul web. Nello specifico il titolare di una ditta individuale si vedeva indirizzare diversi post dal contenuto offensivo e diffamatorio sul social network Facebook da parte di due utenti. In ragione di ciò proponeva ricorso per ottenere provvedimento d’urgenza ai sensi dell’art. 700 c.p.c. al fine di far cessare la pubblicazione dei post denigratori e di ottenere la fissazione di una somma di denaro a carico dei convenuti per ogni frase offensiva e per ogni giorno di ritardo nell’esecuzione del provvedimento. Il Giudicante adito, ritenendo sussistenti i presupposti per la concessione della richiesta cautelare e ritenendo, altresì, fondata la richiesta di fissazione di una somma di denaro dovuta dai convenuti per ogni violazione o inosservanza o per ogni ritardo nell’esecuzione del provvedimento ai sensi dell’art. 614 bis c.p.c., ordinava l’immediata cessazione e rimozione di tutti i post a contenuto offensivo sulla piattaforma in questione – e su altri eventuali diversi social network – e fissava la precitata somma di denaro dovuta dai due convenuti.

IL COMMENTO

L’ordinanza in questione appare di grande rilevanza per diverse motivazioni. Se ormai è pacifica la connotazione lesiva che anche un singolo commento in rete può avere, vista la possibilità di lettura da parte di un numero indeterminato di utenti, appare ben più complesso individuare le tutele di cui può usufruire il soggetto leso. Ecco quindi che la concessione della tutela cautelare e la fissazione di una somma di denaro per ogni episodio lesivo assumono un carattere particolarmente importante e risolutivo in tal senso.

Il Giudice adito, dopo aver rilevato l’ammissibilità del ricorso d’urgenza in quanto l’ordinamento non prevede strumenti cautelari tipici, valuta la fondatezza dei presupposti delle richieste di parte ricorrente. La numerosità di post pubblicati riferibili in modo espresso e anche implicito alla ricorrente da un lato e la valutazione del contenuto dei post medesimi dall’altro, portano il Giudicante a ritenere fondato il ricorso. Il contenuto dei suddetti viene considerato infatti “palesemente lesivo dei diritti della personalità della ricorrente, risolvendosi le stesse pubblicazioni in un inammissibile attacco denigratorio personalizzato”. Altresì sussistente viene ritenuto il periculum in mora in ragione della particolare natura dei beni giuridici offesi e dell’oggettiva gravità dei fatti lesivi tale appunto da far ritenere che il diritto di parte ricorrente possa subire un continuo ed ulteriore pregiudizio ove le condotte dei convenuti non cessino.

Di particolare interesse è anche la richiesta di fissazione di una somma di denaro ex art. 614 bis c.p.c., richiesta considerata fondata ed applicabile anche ai provvedimenti emanati in sede cautelare. Il Giudice, pertanto, fissa tale somma in € 100,00 per ogni violazione o inosservanza dell’ordinanza e per ogni singolo giorno di ritardo nell’esecuzione del provvedimento rendendo esponenzialmente molto costosa l’eventuale mancanza di collaborazione dei due convenuti.

Avv. Fabio Distefano – Info: avv.distefanofabio@gmail.com

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