Utilizzabilità della perizia nel procedimento penale.

Sulla legittima utilizzabilità da parte del Giudice civile della perizia disposta nel procedimento penale.

Cassazione Civile, sez. III, sentenza nr. 9242 depositata il 6 Maggio 2016, Presidente Dott.ssa Annamaria Ambrosio–Relatore Dott.ssa Antonella Pellecchia

 

MASSIMA

“IL GIUDICE DI MERITO PUO’ TENERE CONTO, AI FINI DELLA SUA DECISIONE, DELLE RISULTANZEdaniela corrado DI UNA CONSULENZA TECNICA ACQUISITA IN UN DIVERSO PROCESSO, ANCHE DI NATURA PENALE ED ANCHE SE CELEBRATO TRA ALTRE PARTI, ATTESO CHE, SE LA RELATIVA DOCUMENTAZIONE VIENE RITUALMENTE ACQUISITA AL PROCESSO CIVILE, LE PARTI DI QUEST’ULTIMO POSSONO FARNE OGGETTO DI VALUTAZIONE CRITICA E STIMOLARE LA VALUTAZIONE GIUDIZIALE SU DI ESSA”

 

FATTO

 

Avverso la sentenza emessa dalla Corte di Appello Civile di Milano, a conferma del rigetto della domanda attorea  statuita dal Tribunale Meneghino in ragione della consulenza cinematica eseguita in sede penale dal Pubblico Ministero nelle forme degli accertamenti tecnici irripetibili ,gli eredi del pedone deceduto in occasione di un sinistro stradale promuovevano il terzo grado di giudizio  assumendo che l’archiviazione decretata dal Gip sulla base di siffatta relazione tecnica non potesse condurre il giudice di secondo grado a respingere la richiesta di nuova ctu, non essendo equipollente il decreto di archiviazione ad una sentenza di condanna.

La Suprema Corte sul punto rileverà l’infondatezza di suddetto motivo di gravame ovvero rammenterà in primis il potere discrezionale del Giudice di merito nell’individuare le fonti del proprio convincimento, di valutare all’uopo le prove, di controllarne l’attendibilità e la concludenza e di discernere, tra le varie risultanze istruttorie, quelle ritenute idonee e rilevanti,con l’unico limite dell’adeguata e congrua giustificazione del criterio adottato, ovvero dell’indicazione nel provvedimento decisorio degli elementi  fondanti il proprio convincimento e del percorso logico seguito nella valutazione onde pervenire alle assunte conclusioni

Ed ancora gli Ermellini mutueranno il principio generale ed unanime secondo il quale il giudice di merito può utilizzare, in mancanza di qualsiasi divieto di legge, anche le prove raccolte in un diverso giudizio fra le stesse e anche altre parti,al fine di trarne non semplici indizi o elementi di convincimento, ma anche di attribuire loro valore di prova esclusiva, il che vale anche per una perizia svolta in sede penale.

COMMENTO

La statuizione in esame ha il pregio di enunciare e cristallizzare l’apprezzamento ai fini giuridici in ambito civile di quanto esitato nell’ambito del diverso procedimento penale, nonostante la ben nota separazione e autonomina dei rispettivi giudizi e sebbene la conclusione del procedimento penale non abbia fotografato una sentenza penale di condanna o assoluzione, caratterizzate, rispetto al decreto di archiviazione, ove divenute irrevocabili, di piena efficacia di giudicato ex art.651-652 c.p.p.

Ma vi è più!

L’iter argomentativo seguito dai Giudici di legittimità si atteggia perfettamente aderente al pacifico solco giurisprudenziale che sta affermando, anche nell’inversa ipotesi, l’utilizzabilità nel processo penale della ctu disposta in sede civile .

Al riguardo corre l’obbligo di richiamare la sentenza n. 43207/2010 a mezzo della quale la sesta sezione penale della Corte di Cassazione,pur in assenza di una sentenza civile passata in giudicato, si è pronunciata in senso favorevole circa l’acquisizione nel procedimento penale, quale prova documentale ex art. 234 c.p.p.,della consulenza tecnica espletata nell’ambito del procedimento civile.

 

Avv. Daniela Corrado 

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