Obbligo di accertamento delle responsabilità per indennizzo diretto

L’obbligo di accertamento dell’eventuale responsabilità o corresponsabilità di altri veicoli nell’applicazione dell’indennizzo diretto

Corte di Cassazione, sezione III civile, ordinanza nr. 3146 del 7 febbraio 2017. Presidente: SPIRITO ANGELO -Relatore: TATANGELO AUGUSTO

 MASSIMA

 La procedura di indennizzo diretto prevista dall’art. 149 del Codice delle daniela corradoAssicurazioni Private (decreto legislativo 7 settembre 2005 n. 209) è ammissibile anche in caso di collisione che abbia riguardato più di due veicoli, con esclusione della sola ipotesi in cui, oltre al veicolo dell’istante e a quello nei cui confronti questi rivolge le proprie pretese, siano coinvolti ulteriori veicoli (i cui conducenti siano) responsabili del danno.

(Corte di Cassazione, sezione terza civile, ordinanza 7 febbraio 2017, n. 3146. Presidente: SPIRITO ANGELO -Relatore: TATANGELO AUGUSTO)

FATTO

L’istante conveniva in giudizio innanzi il Giudice di Pace di Taranto la proprietaria del veicolo antagonista e la  società garante per la r.c.a. il proprio veicolo al fine di ottenere,previa declaratoria di esclusiva responsabilità del conducente del veicolo impattante, la condanna della propria compagnia assicuratrice al risarcimento dei danni tutti subiti in occasione del sinistro stradale che aveva coinvolto i mezzi in questione.

La domanda veniva azionata ai sensi dell’art. 149 del Codice delle Assicurazioni Private (decreto legislativo 7 settembre 2005 n. 209) ovvero secondo indennizzo diretto.

Nel corso del giudizio la proprietaria del veicolo asseritamente ritenuto responsabile ed il suo conducente – intervenuto volontariamente – spiegavano domanda riconvenzionale nei confronti della compagnia assicuratrice convenuta e dell’attrice, assumendo l’esclusiva responsabilità dell’attore nella produzione dell’evento de quo.

Il Giudice di Pace di Taranto dichiarerà l’improponibilità della domanda principale, stante il coinvolgimento di un terzo veicolo, e, per l’effetto ritenendo non invocabile il sistema di indennizzo diretto;nel prosieguo, accertando la corresponsabilità di entrambe le parti del giudizio, accoglierà la domanda riconvenzionale svolta secondo il diverso regime ordinario, condannando  in solido l’attrice e la propria compagnia assicuratrice al  risarcimento dei danni richiesti dalla proprietaria e dal conducente il veicolo antagonista.

Avverso la conferma resa dal Tribunale di Taranto, in funzione di giudice di appello, il convenuto in riconvenzionale –già attore azionerà il terzo grado di giudizio,lamentando la violazione o la falsa applicazione di norme di diritto in primis contestando  la statuita inapplicabilità della procedura di indennizzo diretto di cui all’art 149 D.L.vo 209/2005 attesa la mancata verifica da parte del Giudice di primo grado dell’eventuale incidenza causale  nella verificazione del sinistro del terzo veicolo e quindi della corresponsabilità del suo conducente.

La Suprema Corte con l’ordinanza in commento. ritenendo fondato il relativo motivo di ricorso,in suo  accoglimento casserà la sentenza impugnata rinviando al medesimo Tribunale di Taranto, in persona di diversa magistrato.

 COMMENTO

In via del tutto preliminare,per completezza espositiva in subiecta materia, non potrà non richiamarsi la sentenza n. 180/2009 della Corte Costituzionale che in maniera netta, e restituendo coerenza al sistema della responsabilità civile, ha chiarito la facoltatività della procedura di indennizzo diretto,precisamente stabilendo che l’azione diretta contro il proprio assicuratore è configurabile come una facoltà, e quindi costituisce un’alternativa all’azione tradizionale per far valere la responsabilità dell’autore del danno.

Doverosamente, nel seguito, andrà rilevato che l’impianto motivazionale dell’ordinanza in questione si radica nell’art. 150 del Codice delle Assicurazioni private che testualmente recita:

  1. Con decreto del Presidente della Repubblica, su proposta del Ministro delle attività produttive, da adottarsi entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore del presente codice sono stabiliti:
  2. a) i criteri di determinazione del grado di responsabilità delle parti per la definizione dei rapporti interni tra le imprese di assicurazione;
  3. b) il contenuto e le modalità di presentazione della denuncia di sinistro e gli adempimenti necessari per il risarcimento del danno;
  4. c) le modalità, le condizioni e gli adempimenti dell’impresa di assicurazione per il risarcimento del danno;
  5. d) i limiti e le condizioni di risarcibilità dei danni accessori;
  6. e) i principi per la cooperazione tra le imprese di assicurazione, ivi compresi i benefici derivanti agli assicurati dal sistema di risarcimento diretto.
  7. Le disposizioni relative alla procedura prevista dall’articolo 149 non si applicano alle imprese di assicurazione con sede legale in altri Stati membri che operano nel territorio della Repubblica ai sensi degli articoli 23 e 24, salvo che le medesime abbiano aderito al sistema di risarcimento diretto.
  8. L’ISVAP vigila sul sistema di risarcimento diretto e sui principi adottati dalle imprese per assicurare la tutela dei danneggiati, il corretto svolgimento delle operazioni di liquidazione e la stabilità delle imprese.

Il successivo D.P.R. del 18 luglio 2006 n. 254 all’art 1, titolato “Definizioni” recita:

Ai fini del presente regolamento si intende per:

  1. a) «codice»: il codice delle assicurazioni private di cui al decreto legislativo 7 settembre 2005, n. 209;
  2. b) «Isvap»: l’Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni private e di interesse collettivo;
  3. c) «impresa»: la societa’ autorizzata ad esercitare nel territorio della Repubblica l’assicurazione obbligatoria per la responsabilita’ civile autoveicoli;
  4. d) «sinistro»: la collisione avvenuta nel territorio della Repubblica tra due veicoli a motore identificati e assicurati per la responsabilita’ civile obbligatoria dalla quale siano derivati danni ai veicoli o lesioni di lieve entita’ ai loro conducenti, senza coinvolgimento di altri veicoli responsabili;
  5. e) «danneggiato»: il proprietario o il conducente del veicolo che abbia subito danni a seguito del sinistro;
  6. f) «lesioni»: le lesioni di lieve entita’ definite all’articolo 139 del codice.

Fissati tali necessari riferimenti normativi, la Corte di cassazione ricorderà la ratio dell’art. 149 del Codice delle Assicurazioni Private, e segnatamente dedurrà che la speciale procedura dell’indennizzo diretto origina dall’esigenza di  semplificare gli adempimenti ai fini della liquidazione del risarcimento in caso di sinistri stradali, prevedendo che i danneggiati possano rivolgersi alla propria compagnia di assicurazione, la quale gestisce la pratica per conto della compagnia del soggetto responsabile, per poi regolare i rapporti con quest’ultima attraverso una stanza di compensazione.

Tale meccanismo di rappresentanza e di compensazione tra le due compagnie di assicurazione interessate risulta articolato in modo tale da poter operare non solo in caso di sinistro con unico responsabile, ma anche laddove sussista la corresponsabilità del danneggiato istante, indipendentemente dall’esistenza di altri danneggiati, mentre resta escluso nel caso in cui, essendovi ulteriori soggetti responsabili, si avrebbe l’interessamento di altre compagnie  di assicurazione.

Orbene, in virtù di questi imprescindibili presupposti la Suprema Corte,correttamente operando, riterrà censurabile l’operato del Tribunale di Taranto laddove,pur prendendo atto della presenza di un terzo veicolo,  considererà  inapplicabile la procedura di risarcimento diretto non compiendo qualsivoglia attività diretta a escluderne o stimarne la corresponsabilità.

Alla luce di quanto premesso risulta ictu oculi degna di attenzione la presente ordinanza in quanto fissa un preciso onere in capo al giudicante che prescinde dall’impulso di parte e che andrà registrato nell’obbligo di valutare in caso di domanda azionata secondo indennizzo diretto, con sottesa vicenda infortunistica che fotografa la presenza di tre o più veicoli, l’incidenza concasuale della condotta dei rispettivi conducenti e ,pertanto, la corresponsabilità di costoro.

avv. Daniela Corrado 

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