Amministratore di sostegno ed accettazione tacita di eredità

AMMINISTRATORE DI SOSTEGNO e accettazione tacita di eredita’.

Tribunale di Vercelli – Ufficio del Giudice Tutelare .- decreto del 3 marzo 2017 – estensore Bianconi.

Il fatto

Con decreto del Giudice Tutelare veniva aperta l’amministrazione di sostegno a tempo determinato (due anni dal giuramento) della sig.ra X.

Con riferimento all’attività concernente la straordinaria amministrazione, venivano attribuiti all’amministratore di sostegno poteri cd. in assistenza, ex art. 405, comma gabriella panaro5, nr. 4, codice civile, disponendo che – salva l’autorizzazione giudiziale – i relativi atti potessero dirsi validamente negoziati solo ove sottoscritti sia dalla beneficiaria che dalla amministratrice di sostegno.

Con il ricorso in esame, da entrambe sottoscritto, le istanti esponevano che: 1) fosse deceduta, in data 07.7.2015, la madre della beneficiaria; 2) la beneficiaria fosse l’unica chiamata all’eredità; 3) figuravano valori mobiliari (saldo attivo conto corrente e dossier titoli dello Stato italiano); allegavano altresì copia della dichiarazione di successione, da cui si evinceva che: – l’asse ereditario non riportasse passività; – nell’attivo ereditario risultasse la quota di tre quarti della piena proprietà di un fabbricato; sul punto si specifica che, come emerge dalla relazione iniziale dell’amministratore di sostegno, il residuo quarto di proprietà su detto immobile tocchi alla beneficiaria medesima, che ivi abita; alla luce di quanto sopra, le istanti chiedevano l’autorizzazione alla riscossione dei valori mobiliari di cui sopra, ciò che comporterebbe altresì accettazione tacita dell’eredità.

 

La pronuncia

Con il decreto in esame, il Giudice tutelare evidenzia che vi è la possibilità per i beneficiari di amministrazione di sostegno di accettare puramente e semplicemente l’eredità, purchè muniti del provvedimento autorizzatorio ex art. 374 comma 1 nr. 3 codice civile.

Il Magistrato si è ulteriormente chiesto se fosse possibile per il beneficiario, sempre con le dovute autorizzazioni da richiedersi a mezzo amministratore di sostegno, accettare tacitamente l’eredità, vale a dire compiendo un atto che presuppone necessariamente la volontà di accettare, e che non potrebbe essere compiuto se non in qualità di erede. La risposta è positiva, poichè non risultano ostacoli per il beneficiario ad accettare in tal modo l’eredità, oltretutto, consentendo a quest’ultimo di evitare i costi dell’accettazione espressa, laddove negoziata con atto pubblico (ciò che, in casi simili, avviene nella quasi totalità dei casi).

Si evidenzia, infine, che il decreto del Giudice tutelare che autorizza il compimento dell’atto di accettazione tacita non potrà essere trascritto ai sensi dell’articolo 2648 comma 3, c.c. in quanto detto decreto non è tra i provvedimenti menzionati dalla norma, che, essendo di ordine pubblico, non è passibile di applicazione analogica o estensiva.

Il Giudice, nel caso che ci riguarda, ha, dunque, autorizzato l’operazione, considerandola legittima e di evidente utilità per la beneficiaria.

Avv. Gabriella Panaro

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