Annullabilità cartella di pagamento incompleta.

ANNULLABILE LA CARTELLA DI PAGAMENTO RITENUTA INCOMPLETA, SE NON SPECIFICA I CRITERI DI CALCOLO UTILIZZATI PER IL RECUPERO DELLE IMPOSTE.

Commissione Tributaria Regionale di Catanzaro – sentenza nr. 917 del 9/6/2015.

Con la sentenza su in epigrafe, la Commissione Tributaria Regionale di gabriella panaroCatanzaro ha annullato una cartella di pagamento che Equitalia Sud spa aveva notificato ad un contribuente ritenendola incompleta, in quanto non specificava i criteri di calcolo utilizzati dall’Agente della riscossione esattoriale per il recupero delle imposte.

Il contribuente, ricevuta la cartella di pagamento, non è riuscito a comprendere le modalità con le quali era stato quantificato il debito e, pertanto, ha deciso di impugnarla e chiederne l’annullamento.

La Commissione Tributaria Regionale di Catanzaro ha accolto il ricorso ritenendo la cartella esattoriale incompleta, non trasparente e lesiva del diritto del cittadino a controllare la correttezza della richiesta di pagamento e a difendersi.

Inoltre il Giudice adito ha specificato che l’invalidità dell’atto incompleto sussiste a maggior ragione quando la cartella di pagamento non è preceduta dall’accertamento inviato dall’Agenzia delle Entrate.

La Sentenza in questione si ricollega a numerose e costanti pronunce precedenti a favore dei contribuenti. Infatti, in numerose occasioni i Giudici hanno ripreso la Concessionaria e l’hanno invitata non solo a rispettare i contenuti essenziali indicati dalla legge, ma a riportare qualsiasi informazione utile al contribuente.

A questo punto, è bene specificare con esattezza quale debba essere il contenuto esaustivo e completo di una cartella di pagamento.

L’art. 25, commi 2 e 2-bis, del D.P.R. n. 602/1973 stabilisce che la cartella di pagamento deve contenere:

– l’intimazione ad adempiere l’obbligo risultante dal ruolo entro il termine di 60 giorni dalla notifica, con l’avvertimento che, in difetto, si procederà a esecuzione forzata;

– l’indicazione della data in cui il ruolo è stato reso esecutivo.

Inoltre, l’art. 6 del D.M. n. 321 del 3.09.2013 stabilisce i requisiti essenziali della cartella di pagamento che sono:

– il numero identificativo della cartella;

– l’ente titolare del credito per il quale Equitalia sta agendo;

– la specie del ruolo;

– il codice fiscale e i dati anagrafici del debitore;

– l’anno o il periodo di riferimento del credito;

– l’importo di ogni articolo di ruolo;

– il totale degli importi iscritti a ruolo;

– il numero delle rate in cui il ruolo deve essere riscosso, l’importo e la cadenza di ciascuna di esse;

– l’indicazione sintetica degli elementi sulla base dei quali è stata fatta l’iscrizione a ruolo;

– nel caso in cui l’iscrizione a ruolo è conseguente a un atto notificato in precedenza, devono essere indicati gli estremi di tale atto e la relativa data di notifica;

– l’avviso che, in caso di mancato pagamento, l’agente della riscossione potrà procedere ad acquisire, in via stragiudiziale, i dati relativi a eventuali crediti vantati dal debitore nei confronti di terzi, per eventuali azioni di espropriazione.

L’assenza degli elementi sopra citati determina la nullità della cartella di pagamento e la conseguente liberazione del contribuente dal debito.

 

Infine, si richiamano qui di seguito alcune pronunce che confermano la necessità di un contenuto chiaro e completo della cartella di pagamento

– con sentenza n. 92/36/12 la Commissione Tributaria Regionale del Piemonte ha sancito la nullità di una cartella che non indicava il dettaglio nel calcolo degli interessi;

– con sentenza n. 4616/2012 la Corte di Cassazione ha dichiarato nulla una cartella dalla quale non si comprendeva il tasso degli interessi applicato, né il metodo di calcolo o il periodo di riferimento, poiché veniva riportata solo ed esclusivamente la cifra globale degli interessi;

– con sentenza n. 20211 del 03.09.2013 la Corte di Cassazione ha ritenuto nulla la cartella esattoriale che motivava genericamente l’emissione della cartella per “omesso o carente versamento dell’imposta”, precisando che le motivazioni della richiesta di pagamento devono essere esposte in maniera chiara e dettagliata poiché non è compito del cittadino ricostruire le ragioni per le quali il fisco chiede il pagamento di una somma, né cercare di comprendere ed interpretare i pochi e complicati dati indicati nella cartella di pagamento;

– con ordinanza n. 15188 del 18.06.2013 la Corte di Cassazione ha dichiarato nulla la cartella esattoriale priva dell’indicazione della causale delle somme richieste dal Fisco.

 Avv. Gabriella Panaro

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