Caso di decreto ingiuntivo contro più codebitori

Nel caso in cui un decreto ingiuntivo contro più condebitori in via solidale venga opposto da questi separatamente, l’eccezione di incompetenza del giudice che ha emesso il decreto – e la conseguente nullità del decreto ingiuntivo – è rilevante soltanto a favore del coobbligato che l’ha proposta, pur se le diverse opposizioni siano state successivamente riunite..

Corte di Cassazione, Sez. II Civile, ordinanza nr. 20720 del 14 novembre 2016

Un avvocato chiede ed ottiene dal Tribunale di Macerata un decreto ingiuntivo per compensimarisa antelmi - 964x489 jpg professionali nei confronti di quattro soggetti, obbligati solidalmente (A, B, C e D). Avverso tale decreto ingiuntivo vengono proposte due separate opposizione, quella di  A e quella di B e C;  D non si oppone. Solo A, tuttavia, solleva l’eccezione di incompetenza territoriale del tribunale adito.

I due procedimenti, relativi alle due opposizioni, vengono riuniti ed il Tribunale, ritenuta fondata l’eccezione, dichiara la propria incompetenza ad emettere il decreto ingiuntivo opposto e la sua conseguente nullità nei confronti di tutte le parti in causa, quindi non solo di A, ma anche di B e C.

Per tale statuizione, l’avvocato propone istanza di regolamento di competenza: egli ritiene, infatti, che il Tribunale abbia erroneamente esteso il rilievo dell’eccezione di incompetenza proposta nella sua opposizione da A, anche alla opposizione introdotta da B e C, senza considerare che la relazione fra le due opposizioni, insorta per effetto della riunione, fosse riconducibile ex art. 103 c.p.c. ad un litisconsorzio facoltativo; di conseguenza, l’eccezione di A non si poteva estendere alla posizione degli altri due intimati.

La Corte di Cassazione ritiene fondata l’istanza di regolamento di competenza.

Nel caso di specie, ritiene la Corte, la proposizione della domanda in via monitoria contro più  condebitori ha realizzato un cumulo fra più domande di condanna al pagamento della stessa somma a titolo di responsabilità solidale degli ingiunti; la proposizione di due distinte opposizioni ha determinato un cumulo litisconsortile facoltativo, nel quale le posizioni dei coobbligati erano distinte fra loro quanto all’esercizio delle difese in rito e nel merito ed erano assistiti da poteri distinti.

La Cassazione ha in altre occasioni precisato che, in caso di litisconsorzio facoltativo, pur nell’identità delle questioni, permane autonomia dei rispettivi titoli, dei rapporti giuridici e delle singole causae petendi, con la conseguenza che le cause, per loro natura scindibili, restano distinte, con una propria individualità in relazione ai rispettivi legittimi contraddittori.

L’eccezione di incompetenza territoriale del giudice adito era quindi prospettabile da ognuno separatamente e l’eccezione proposta da uno solo non può giovare agli altri, a meno che oggetto della domanda non sia, per esplicita richiesta, anche l’accertamento del rapporto di condebito, cioè la contitolarità passiva del rapporto.

Il Tribunale, inoltre, continua la Cassazione, avrebbe potuto rilevare d’ufficio l’incompetenza anche nei riguardi di B e C, ma avrebbe dovuto farlo nella prima udienza di trattazione di cui all’art. 183 c.p.c., mentre non risulta averlo fatto.

Questo, infine, il principio di diritto espresso dalla Corte di Cassazione, che il Tribunale avrebbe dovuto applicare: “Nel caso di emissione di un decreto ingiuntivo contro più condebitori in via solidale, il carattere litisconsortile facoltativo del cumulo che così si realizza, qualora il decreto venga opposto separatamente dai coobbligati e solo uno o solo alcuni di essi eccepiscano l’incompetenza del giudice che emise il decreto, rende l’eccezione rilevante soltanto a favore del coobbligato che l’ha proposta e, salvo che il giudice rilevi d’ufficio tempestivamente, ove ne abbia il potere, l’incompetenza anche per gli altri, resta escluso che, pur riunite le opposizioni separatamente proposte, possa dichiararsi l’incompetenza e la conseguente caducazione del decreto ingiuntivo anche riguardo ai coobbligati non eccipienti”

Di conseguenza, la Corte di Cassazione, dichiara la competenza del Tribunale di Macerata sull’opposizione  a DI proposta da B e C, con conseguente ripristino del decreto ingiuntivo nei loro confronti, fissando termine per la riassunzione del giudizio. 

Avv. Marisa Antelmi

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