Contumacia e mediazione delegata.

La condizione di contumacia del convenuto non è di ostacolo all’introduzione di un procedimento di mediazione delegata disposta ai sensi dell’ 5 co. 2 D.lgs 28/2010.

Tribunale di Roma, ordinanza del 7 dicembre 2015 (dott. Moriconi)

Il Tribunale di Roma torna a parlare, e a dare indicazioni, in materia di mediazione, chiarendo che, marisa antelmi - 964x489 jpg “poiché a mezzo del deposito della relazione peritale, risultano chiariti gli aspetti della controversia”, non può escludersi a priori che il convenuto, anche se contumace, possa successivamente comparire e partecipare alla mediazione.

Ritiene, inoltre, il Giudice Moriconi che, se pure il convenuto non dovesse partecipare alla mediazione, comunque l’attività espletata non sarà inutile, in quanto da questa, ai sensi degli artt. 8 d.lgs. 28/2010 comma 4bis (prima parte) e 116 c.p.c., potranno desumersi argomenti di prova tali da escludere l’ulteriore attività istruttoria richiesta dall’attore (interrogatorio formale e testimonianze).

Secondo il Giudicante, ancora, il mediatore “potrà, in conformità a quanto previsto dal Regolamento dell’Organismo, formulare una proposta ai sensi dell’art. 11 D.Lgs. 28/10, che provvederà a comunicare al convenuto anche nel caso in cui questi rimanga assente”.  A tal fine il mediatore dovrà ragionare con la parte istante sulle modalità di riformulazione dell’originaria pretesa, tenendo conto delle risultanze peritali.

 

Con tali indicazioni, quindi, viene disposta dal Tribunale di Roma la mediazione delegata.

 

C’è da rilevare che già in altre occasioni il Dott. Moriconi (ordinanza 9.4.2014) aveva confermato la possibilità e l’utilità di una proposta del mediatore, anche nella contumacia della parte invitata. A ciò potrebbe obiettarsi che, in tal modo, vale a dire esaminando la sola versione dell’istante, il mediatore difficilmente potrebbe garantire quella imparzialità che, per legge, deve essere caratteristica del suo agire. È pur vero tuttavia che egli deve formulare una proposta nel rispetto dell’ordine pubblico e delle norme imperative, e che ogni sua proposta deve essere, successivamente, oggettivamente valutata dal giudice nella sentenza.

Per tali motivi, relativamente all’ordinanza che si sta commentando, la “proposta contumaciale”, richiesta dal Giudice al Mediatore, non dovrebbe essere fonte di troppe perplessità, soprattutto considerando che, nel giudizio di cui trattasi, era già stata svolta una CTU la quale, proprio secondo il Giudicante, aveva chiarito gli aspetti della controversia.

Avv. Marisa Antelmi 

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