Decreto ingiuntivo e mediazione

A seguito di opposizione a decreto ingiuntivo, l’onere della tempestiva proposizione della mediazione spetta alla parte opponente, a pena di improcedibilità della domanda (giudizio di opposizione).

Tribunale di Chieti – sentenza dell’8 ottobre 2015

La sentenza e i diversi orientamenti

Oggetto del giudizio sottoposto all’attenzione del Tribunale è l’opposizione avverso un marisa antelmi - 964x489 jpgdecreto ingiuntivo e, in particolare, gli effetti della mancata attivazione della mediazione delegata. Diventa inevitabile, per il Giudicante, definire il giudizio con una pronuncia di improcedibilità.

Ma la questione più interessante, assai discussa in dottrina e giurisprudenza,  è quella relativa a chi, in caso di mediazione nel procedimento di opposizione a decreto ingiuntivo, abbia l’onere di promuovere il procedimento. Ciò deriva inevitabilmente da un’altra questione di peculiare importanza relativamente alla quale (anche in questo caso) non c’è un orientamento condiviso: ossia verificare se l’improcedibilità  riguardi il mero giudizio di opposizione, con conseguente consolidamento del titolo monitorio, ovvero se riguardi la domanda originariamente proposta in via monitoria, con conseguente revoca del decreto ingiuntivo opposto. In altre parole, è necessario stabilire quale parte avrebbe dovuto attivarsi, se la parte attrice in senso formale (nella fattispecie, l’opponente) o se la parte attrice in senso sostanziale (nella fattispecie, la banca opposta).
Il Tribunale di Chieti (estensore Ria), con la sentenza dell’8.9.2015,  condividendo l’orientamento dominante, ribadisce che a seguito di opposizione a decreto monitorio, l’onere della tempestiva proposizione della mediazione spetta alla parte opponente, a pena di improcedibilità della domanda di opposizione. Pertanto, se chi si oppone a un decreto ingiuntivo non attiva la mediazione obbligatoria, il relativo giudizio diventa improcedibile, la domanda di opposizione decade e il decreto ingiuntivo che era stato contestato diventa definitivo.

Bisogna tener presente, come accennato, che sulle conseguenze del mancato esperimento della procedura di mediazione obbligatoria nel processo di opposizione, la giurisprudenza non è concorde. Nella diatriba sui detti effetti, ad aumentare le incertezze, si inserisce una recentissima sentenza del Tribunale di Cuneo (sentenza del 1.10.2015), per il quale appare maggiormente condivisibile l’orientamento che individua nel creditore opposto la parte onerata ad assolvere la condizione di procedibilità prevista dalla legge; per cui nell’ipotesi di mancata attivazione della procedura di mediazione, si determinerà l’improcedibilità dell’azione, così come originariamente proposta mediante il deposito del ricorso monitorio, con la conseguente e necessaria revoca del decreto ingiuntivo opposto.

Ancora una volta, pertanto, in materia di mediazione, le questioni interpretative sono molteplici.

Avv. Marisa Antelmi 

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