Deducibilità dei costi delle attività professionali

La deducibilità di un costo riguarda non tanto la natura del bene o del servizio, ma quanto il suo rapporto con l’attività professionale, in relazione allo scopo e al momento in cui la spesa è stata effettuata e con riferimento alle attività svolte, ex post in relazione ai risultati ottenuti (LO STRANO CASO DI MARIA BELEN).

Commissione Tributaria Provinciale di Milano- sez. 40 sentenza nr. 6443 del 2016

 La Commissione Tributaria di Milano con la Sentenza n.6443/2016 del Luglio del 2016 hamichele petruzzi parzialmente accolto il ricorso in merito alle contestazioni sull’avviso di accertamento scaturito da una verifica nei confronti di una ricorrente-artista.

I ricavi, evidentemente abbondanti, erano accompagnati dalla deduzione di spese al 50%.

Proprio su queste ultime, alla luce della rinuncia avverso alcuni rilievi dell’accertamento ai quali è stata prestata acquiescenza dalla contribuente, si è soffermata la Commissione.

I Giudici di Milano hanno ritenuto opportuno accogliere le doglianze dell’artista (nota Showgirl) sulla deduzione al 50% delle spese sui vestiti e accessori, in quanto utilizzati in occasione anche di alcune trasmissioni o comparsate televisive e il cui “utilizzo” è da ritenersi promiscuo (per metà personale per metà professionale); veniva verificato già nell’accesso della GDF che gli acquisti erano effettuati in occasione di contratti d’ingaggio (depositati) unitamente alle fatture di acquisto per l’abbigliamento.

La Commissione, alla luce dei contratti televisivi (e quindi dello scopo), ha precisato che“l’artista(in senso generico) deve usare adeguato vestiario moderno di sua proprietà” e che pertanto lo stesso può essere ritenuto “deducibile” al 50%, a differenza di altri professionisti i cui acquisti per scopo professionale possono prevedere una deducibilità al 100% (vedi per l’avvocato l’acquisto della TOGA).

E’ opportuno ricordare che la deducibilità al 50% è stata concessa anche in favore di alcuni accessori per la casa, visto l’utilizzo dell’appartamento della ricorrente in occasione di riprese televisive comprovate anche queste da contratti; tali deduzioni non avrebbero trovato accoglimento se non fossero state documentalmente giustificate.

Per cui la deducibilità di un costo riguarda non tanto la natura del bene o del servizio, ma quanto il rapporto con l’attività professionale, in relazione allo scopo e al momento in cui la spesa è stata effettuata e con riferimento alle attività svolte, solo in un secondo momento verrà presa in considerazione la relazione ai risultati ottenuti

I Giudicanti, nella medesima sentenza, invece hanno rigettato le eccezioni sulla controversa IRAP della quale la contribuente si era ritenuta esente.

Infatti facendo riferimento alle sentenze della Suprema Corte n.ri 3672 e 3682 del 2007 la CTP Milanese ha ribadito i presupposti per l’applicazione e l’esenzione della anzidetta imposta, avendo giudicato la ulteriore deduzione sul reddito per “consulenza e supporto organizzativo come “l’indicatore di una struttura che consente al diretto interessato un surplus di reddito” ; all’interno di questa somma “deducibile” veniva riscontrato anche il pagamento di una collaboratrice con cadenza mensile e ritenendo pertanto che la ricorrente invece fosse soggetta all’IRAP e rigettandone la contestazione.

In conclusione, se da un lato le spese per beni necessari e utili per la professione possono essere ritenuti deducibili completamente e altri, che dato l’uso promiscuo possono essere dedotti al 50% anche compatibilmente con il momento in cui vengono effettuati, il contribuente “professionista” dovrà altrettanto fare attenzione alla modalità con cui richiede la deducibilità di altre somme (collaboratori continuativi e/o lavoratori dipendenti), creando un onere per “il contribuentedi fornire la prova per assenza delle condizioni che integrano l’autonoma organizzazione”. 

Avv. Michele Petruzzi 

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