Esecuzione forzata nulla senza prova della notifica della cartella esattoriale

L’ESECUZIONE FORZATA E’ NULLA SENZA LA PROVA DELLA NOTIFICA DELLA CARTELLA ESATTORIALE.

Corte di Appello di Genova, sentenza nr. 334 del 17 marzo 2017

 IL CASO

 La Equitalia spa notificava al presunto debitore 24 intimazioni di pagamento gabriella panaroper un valore di oltre € 4.000.000,00, con l’avvertimento che, in difetto di pagamento, si sarebbe dato corso all’esecuzione forzata. Non essendo stata proposta opposizione alle ridette intimazioni e in mancanza di pagamento, la Concessionaria notificava all’interessato avviso di vendita di beni immobili.

Avverso detto avviso, il presunto debitore proponeva opposizione ex art. 615 cpc dinanzi il Tribunale di Chiavari, eccependo di non essere mai venuto a conoscenza dei debiti cui facevano riferimento le cartelle prodromiche alle intimazione, che, quindi, non erano mai state notificate. Costituendosi in giudizio, l’Equitalia depositava le intimazioni regolarmente notificate all’istante.

Il debitore, inoltre, otteneva, a seguito di reclamo, la sospensiva delle suindicate intimazioni, pur non essendo le stesse mai state contestate, poiché manteneva sempre e comunque il diritto ad effettuare tutte le indagine sulla correttezza della notifica delle cartelle e delle intimazioni stesse.

Il tribunale accoglieva il ricorso, sostenendo che le cartelle prodromiche non erano mai state notificate e, quindi, erano da considerarsi titoli inesistenti. Infatti, l’Equitalia spa non depositava in giudizio le cartelle, ma la sola prova delle notifiche delle intimazioni di pagamento.

Avverso detta sentenza, la Concessionaria proponeva appello dinanzi la Corte di Appello di Genova, sostenendo che erano state notificate regolarmente al debitore le intimazioni di pagamento da dove era possibile evincere tutti gli estremi delle cartelle prodromiche, nonché l’ammontare effettivo del debito.

Il debitore interessato avrebbe dovuto contestare la mancata conoscenza delle cartelle esattoriali proponendo ricorso dinanzi la Commissione Tributaria o dinanzi al Giudice Ordinario, per i crediti di competenza per materia, cosa che non era stata fatta.

 

LA MOTIVAZIONE 

 

La Corte di Appello rigetta l’appello proposto da Equitalia spa, sostenendo, innanzitutto, che l’appellante non aveva provato di avere notificato le cartelle prodromiche alle intimazioni al debitore né nella fase preliminare dinanzi al giudice dell’esecuzione, né in quella di merito dinanzi il Tribunale.

Neppure nel giudizio di secondo grado sono state prodotte le cartelle esattoriali in questione, anche se la produzione sarebbe stata tardiva ed inammissibile. In realtà, l’esibizione se pur tardiva avrebbe almeno dimostrato la volontàdi Equitalia di provare l’esistenza di tali cartelle e la loro notificazione al debitore esecutato.

Difettando la prova dell’esistenza delle cartelle esattoriali e della loro notificazione all’interessato correttamente il Tribunale aveva dichiarato la nullità della procedura esecutiva.

Sul punto, la Giurisprudenza è stata sempre molto chiara: ove il contribuente neghi l’esistenza o la previa notifica della cartella, la Concessionaria è tenuta a esibire in giudizio la cartella medesima e la prova della sua notifica, da fornirsi esclusivamente mediante produzione della relata e/o dell’avviso di ricevimento (se la notifica è avvenuta a mezzo posta).

La Corte di Appello, sul punto, e in particolare sull’onere della prova a carico del Concessionario, richiama due pronunce importanti: Cass. n.6887/2016, secondo cui l’esattore, in caso di contestazione da parte dell’esecutato, è tenuto a provare la regolare notifica della cartella di pagamento, depositando in giudizio la relata di notifica o gli avvisi di ricevimento “essendo esclusa la possibilità di ricorrere a documenti equipollenti,quali, ad esempio, registri o archivi informatici dell’Amministrazione finanziaria o attestazione dell’ufficio postale” (la Suprema Corte precisa che l’art. 26, V comma, d.p.r. 602/73  – che prevede l’obbligo di conservare la

matrice della cartella per cinque anni – non  esenta Equitalia dall’onere di esibirla, ove ne sia contestata in giudizio l’esistenza o la notifica); nello stesso senso, Cass. n. 18252 del 2013, secondo cui l’esattore, in caso di contestazione, non può limitarsi a esibire la sola ricevuta di ritorno, ma deve produrre l’intera cartella con relativa relata.

Nel caso di specie Equitalia non ha prodotto né le cartelle, né le relate, né le ricevute di ritorno.

Va aggiunto che l’avviso di intimazione ex art. 50 d.p.r. 602/73 è atto intermedio, che per legge deve essere notificato al debitore prima dell’avvio dell’esecuzione, quando è passato più di un anno dalla notifica della cartella.

Corrisponde al vero che senza l’avviso di intimazione l’esattore non può procedere all’esecuzione, ma è altrettanto vero che la notifica della intimazione non sana la omessa notifica precedente della cartella di pagamento. Al contrario, l’omessa notifica della cartella rende l’atto successivo (intimazione) nullo.

Avv. Gabriella Panaro

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