Figli di genitori non coniugati.

PER I FIGLI DI GENITORI NON CONIUGATI E’ SEMPRE IL GIUDICE A DISPORRE LA CORRESPONSIONE DIRETTA DELL’ASSEGNO DI MANTENIMENTO, IN CASO DI INADEMPIMENTO DEL GENITORE OBBLIGATO.

Tribunale di Bari – I sez. civile – relatore dr. Caso – pronuncia accoglimento nr. Cronologico 5506 del 25/3/2014 – RG. 1682/13

Con ricorso del 17/6/2013, l’istante, madre di un figlio minore nato al di fuori del matrimonio, chiedeva al Tribunale di Bari ex art. 3 L 219/12 di ordinare, con effetto immediato, al datore di lavoro del padre del suddetto minore, il versamento diretto del contributo al mantenimento del figlio, posto a carico del padre resosi inadempiente. Si costituiva il padre convenuto, sollevando preliminarmente, eccezione di incompetenza in favore del Tribunale per i minorenni, nel merito l’inammissibilità del ricorso promosso, in quanto, alla luce delle disposizioni ex art. 3 L.219/12, la pretesa distrazione del credito non avrebbe richiesto alcun intervento del Giudice.

La decisione

Il Tribunale da un lato ha rigettato l’eccezione sollevata dal convenuto di incompetenza, sostenendo che l’art. 38 comma 2 disp att. C.c. come noverato dall’art. 3 Legge 219/2012, prevede che sono di competenza esclusiva del Tribunale ordinario  tutti i provvedimento relativi ai minori, per i quali  non è espressamente stabilita una competenza di una diversa autorità giudiziaria. Nel caso di specie il suddetto articolo al comma 1, disp. att, nel prevedere quali siano ora i provvedimenti di competenza del Tribunale per i Minori, non contempla, tra di essi, i provvedimenti in materia di versamento diretto richiesto dalla ricorrente, anche in via di modifica di provvedimenti precedenti, magari emanati dallo stesso giudice minorile, né, più in generale, provvedimenti modificativi di qualsiasi tipo. Reclamando la ricorrente il versamento diretto delle somme dovute dal datore di lavoro in favore del padre del minore e, quindi, una modifica di un precedente provvedimento reso dal Tribunale minorile in materia di affidamento e mantenimento del minore, il procedimento instaurato appartiene alla competenza esclusiva per materia del Tribunale ordinario, ciò in ragione anche del fatto che non esiste nell’ordinamento alcun principio generale secondo il quale i provvedimenti in corso debbano essere modificati o revocati dal medesimo giudice che li ha emanati.

Per di più il Tribunale di Bari ha ugualmente rigettato l’eccezione di inammissibilità della domanda, affermando che il richiamato art. 3 della L.219/12 prevede espressamente in caso di richiesta di versamento diretto da parte del terzo, che vi sia un apposito provvedimento del Giudice, con un preciso comando giurisdizionale, in quanto il soggetto dell’art. 3 Legge 219/2012 è sempre il Giudice e quindi, la stessa voluntas legis è indirizzata ad esigere chel’adozione di tutti gli strumenti di garanzia dei crediti in questione passi attraverso la garanzia giurisdizionale di cognizione. Difatti, anche in tema di separazione anche l’art. 156 comma 6 c.c., che non è stato investito da alcuna modifica sulla filiazione, attribuisce al Giudice, in caso di inadempimento dell’obbligo di corrispondere l’assegno di mantenimento, il potere di ordinare a terzi, tenuti a corrispondere anche periodicamente somme di denaro al coniuge obbligato, che una parte di esse venga versata direttamente agli aventi diritto. Nel caso di specie, il credito vantato dall’attrice è contenuto nel provvedimento emesso dal Tribunale per i minorenni, non è stato reclamato, revocato o modificato, con la naturale conseguenza che l’obbligo che si assume inadempiuto discende da detto provvedimento e, secondo la pronuncia, sarebbe spettato al convenuto fornire la prova di aver provveduto ad adempiere,  oppure che l’inadempimento era stato determinato da impossibilità della prestazione derivante da causa a lui non imputabile. Il resistente, invece, sul punto non obiettato alcunché, né ha fornito prova del proprio adempimento.La domanda, pertanto, viene dichiarata dal Giudicante fondata.

La presente pronuncia emessa dal Tribunale di Bari, relatore dr. Francesco Caso, costituisce un altro precedente sull’ambigua formulazione dell’art. 3 L.219/12, che estende le garanzie di pagamento degli obblighi di mantenimento ai “figli naturali”.

Il provvedimento in questione sancisce il principio secondo il quale è il Giudice a disporre, con apposita pronuncia, la corresponsione diretta dell’assegno di mantenimento in caso d’inadempimento del genitore obbligato, eseguendo un’esegesi conforme al dettato normativo di cui al suddetto art. 3.

Infatti l’interpretazione data dal Tribunale di Bari, diametralmente opposta al decreto emesso dal Tribunale di Milano del 24/4/2013 in materia, appare più rispondente alla voluta legis in quanto demanda sempre al Giudice l’adozione degli strumenti di garanzia dei crediti in questione.

Avv. Mariella Leone – info: mariella.leone@libero.it

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