Focus sul cyberbullismo

FOCUS SUL CYBERBULLISMO (Legge del 29 maggio 2017, n. 71, recante “disposizioni a tutela dei minori per la prevenzione ed il contrasto del fenomeno del cyberbullismo”)

L’esigenza di fruire di una interconnessione globale mediante l’utilizzo delle risorse informatichedaniela corrado nel più ampio contesto della cd. “online collaboration” (collaborazione online) ha comportato la necessità di delineare un’ampia disciplina di regolamentazione del web che sancisse in primis i diritti dell’utenza digitale con particolare riferimento alla tutela della privacy di cui al D.Lgs. n. 5/2012 ed al D.Lgs. n. 196/2003; in secondo luogo si è ravvisata l’esigenza di porre dei limiti all’ambito di operatività degli amministratori di rete relativamente alla gestione dei database ed alla fruizione dei servizi di rete di guisa da cristallizzare le fattispecie di crimini informatici.

 

Sotto detto profilo è doveroso precisare che la prevenzione rappresenta e ha rappresentato uno degli aspetti peculiari della sicurezza informatica, cd. “IT Security”, di guisa da richiedere sia un intervento tecnico in tal senso da parte degli esperti del settore sia un intervento normativo specifico che costituisse un freno al dilagare incessante degli adescamenti e dei reclutamenti in web; tali impulsi sono stati recepiti in un provvedimento di recente approvazione.

In tal senso deve registrarsi, infatti, la proposta di legge 3139 approvata con modificazioni il 20.09.2016 e finalmente apprezzata dalla Camera con Legge del 29 maggio 2017, n. 71, recante “Disposizioni a tutela dei minori per la prevenzione ed il contrasto del fenomeno del cyberbullismo”.

La normativa in essa sancita è atta a contrastare il fenomeno del cd. “cyberbullismo” (dall’inglese “bullying”), espressione con la quale deve intendersi il fenomeno del bullismo virtuale compiuto mediante la rete telematica e perpetrato per lo più per il tramite dei “social media” da soggetti adolescenti, che, unitamente alle frodi informatiche, ai furti di identità ed agli accessi non autorizzati, entra, pertanto, nell’alveo delle fattispecie civilmente e penalmente rilevanti.

In tale contesto andrà differenziato il già tipizzato fenomeno del cd. “cyberstalking” che assume connotati simili alle condotte in commento ma che, a differenza di queste ultime, è imputabile a soggetti adulti.

Orbene, alla luce di dette premesse, è d’uopo porre l’accento sulle principali novità introdotte dal succitato provvedimento legislativo che mira non solo a garantire tutela ad ampio raggio anche legittimando i minori destinatari di tali atti a difendersi ma prevede, altresì, un programma di prevenzione che vede protagoniste le famiglie e le istituzioni scolastiche in collaborazione con la Polizia Postale e le associazioni territoriali.

La Legge 29 maggio 2017, n. 71, dunque, introducendo l’illecito de quo nel nostro ordinamento, è tesa a prevenire e contrastare una condotta antigiuridica aggravata dall’effetto dell’amplificazione per il tramite di abusi, malversazioni psicologiche ed atti denigratori con tendenza persecutoria a mezzo web, posti in essere nei confronti di una o più vittime.

Più precisamente, per “Cyberbullismo” deve intendersi: “qualunque forma di pressione, aggressione, molestia, ricatto, ingiuria, denigrazione, diffamazione, furto d’identità, alterazione, acquisizione illecita, manipolazione, trattamento illecito di dati personali in danno di minorenni, realizzata per via telematica, nonché la diffusione di contenuti on line aventi ad oggetto anche uno o più componenti della famiglia del minore il cui scopo intenzionale e predominante sia quello di isolare un minore o un gruppo di minori ponendo in atto un serio abuso, un attacco dannoso, o la loro messa in ridicolo”.

Tale provvedimento, in sostanza, è finalizzato ad eliminare, prevenire e sanzionare il fenomeno in esame in tutte le sue manifestazioni con azioni a carattere preventivo, e con una strategia di attenzione, tutela ed educazione nei confronti dei minori ultra quattordicenni coinvolti, sia nella posizione di vittime sia in quella di responsabili di tali condotte, assicurando l’attuazione di interventi risolutivi anche nell’ambito delle istituzioni scolastiche, che assumeranno  una funzione fondamentale.

In tale direzione il Dirigente scolastico è tenuto ad informare tempestivamente i soggetti esercenti la responsabilità genitoriale ovvero i tutori dei soggetti coinvolti.

Degno di risalto è l’art. 2 laddove statuisce la possibilità per la vittima di cyberbullismo che abbia compiuto almeno 14 anni, e alternativamente per i genitori o esercenti la responsabilità su costui, di inoltrare al titolare del trattamento o al gestore del sito internet o del social media un’istanza per l’oscuramento, la rimozione o il blocco di qualsiasi altro dato personale del minore, diffuso nella rete internet, previa conservazione dei dati originali.

Al contempo, è disposto che, nell’ipotesi in cui il soggetto richiesto non vi provveda entro 48 ore, o comunque nel caso in cui non sia possibile identificare il titolare del trattamento o il gestore del sito internet, l’interessato possa rivolgere analoga richiesta, mediante segnalazione o reclamo, al Garante per la Privacy che dovrà attivarsi nelle successive 48 ore ai sensi degli artt. 143 e 144 del D. Lgs. 30 giugno 2003, n. 196.

Specificando che la disciplina in esame circoscrive la definizione di gestore, individuandolo nel  prestatore di servizi della società dell’informazione, distinguendolo da quelli di cui agli artt. 14,15,16 del decreto legislativo n.70 del 2003, la legge in commento prevede espressamente che: 1) sia demandata alle singole istituzioni scolastiche, nell’ambito della propria autonomia e delle risorse disponibili a legislazione vigente, l’educazione alla legalità ed all’uso consapevole della rete internet; 2) in ogni istituzione scolastica sia individuato, tra il corpo docente, un referente per le iniziative contro il bullismo ed il cyberbullismo; 3) spetti al dirigente scolastico che venga a conoscenza di tali atti (salvo che il fatto costituisca reato) informare le famiglie dei minori coinvolti, convocando nei casi più complessi tutti gli interessati, onde adottare misure di assistenza alla vittima in uno a sanzioni e percorsi rieducativi per l’autore, seguendo le linee guida di orientamento, prevenzione e contrasto impartite dal Miur nel contesto direzionale di un efficace sistema di governance.

In tema di vigilanza “esigibile” a scuola, si rammenta quanto statuito dal Tribunale di Milano con sentenza n. 5654 del 5 maggio 2016: “Nei casi di bullismo durante l’orario scolastico, l’istituto per escludere la propria responsabilità contrattuale deve dimostrare di aver adempiuto ai propri doveri di educazione e vigilanza alla luce del parametro della diligenza esigibile, che si concretizza ad esempio attraverso la supervisione dei ragazzi durante la ricreazione, sul bus (prevedendo la figura del “bus manager”) e durante gli spostamenti da una classe all’altra.[…]”.
Il Legislatore ha previsto, poi, finanche l’estensione al cyberbullismo della procedura di “ammonimento”, di cui all’art. 6 della legge n. 71/2017, prevista in materia di stalking (art. 612- bis c.p.).

Difatti, in caso di condotte di ingiuria (art. 594 c.p.), diffamazione (art. 595 c.p.), minaccia (art. 612 c.p.) e trattamento illecito di dati personali (art. 167 del codice della privacy) commessi mediante la rete internet da minori ultraquattordicenni nei confronti di altro minorenne che abbia compiuto quattordici anni, fino a quando non è proposta querela o non è presentata denuncia è applicabile la procedura di ammonimento, di cui all’art. 8, commi 1 e 2, del decreto legge 23 febbraio 2009, n. 11, convertito, con modificazioni, dalla legge 23 aprile 2009, n. 38 e s.m.i., da parte del Questore.

A fini dell’ammonimento, il Questore convoca il minore a tal fine, unitamente ad almeno un genitore o ad altra persona esercente la responsabilità genitoriale. Gli effetti dell’ammonimento, di cui al comma 1, cessano al compimento della maggiore età.

Da ultimo, si rileva che presso la Presidenza del Consiglio è stato istituito con apposito decreto del Presidente del Consiglio dei ministri un tavolo tecnico, di cui all’art. 3 della L. n. 71/2017, con un duplice compito: 1) redigere un piano di azione integrato per il contrasto e la prevenzione del cyberbullismo, nel rispetto delle direttive europee in materia e nell’ambito del programma pluriennale dell’Unione Europea di cui alla decisione 1351/2008/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 dicembre 2008; 2) realizzare una banca dati per il monitoraggio del fenomeno in questione attraverso l’istituzione di un comitato a ciò preposto.

Avv. Daniela Corrado 

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