Il contributo per SSN in assegno di mantenimento.

Il Contributo per il Servizio Sanitario Nazionale è dovuto sull’assegno di mantenimento che deve essere considerato reddito autonomo.

Corte di Cassazione – sentenza. n. 22217 del 30 ottobre 2015

 

La sentenza in commento lascia gli operatori del diritto un po’ disorientati, poiché la Corte di michele petruzziCassazione infatti ha ritenuto a tutti gli effetti un reddito autonomo il mantenimento percepito da un coniuge.

Entriamo nel dettaglio della sentenza.

La ricorrente impugnava innanzi alla Suprema Corte una cartella di pagamento per il recupero del Contributo per il Servizio Sanitario Nazionale affermando, come già aveva fatto nei primi due gradi di giudizio, che l’anzidetto contributo era stato già versato “alla fonte” dall’ex coniuge e che pertanto era stato corrisposto, e l’eventuale nuovo pagamento avrebbe comportato una duplicazione dell’imposta (questa tesi era stata accolta dalla Commissione Tributaria Provinciale e rigettata da quella Regionale).

Il principio cui la contribuente si riporta è quello espresso dall’art. 67 del dpr 600/73, ovvero “La stessa imposta non può essere applicata più volte in dipendenza dello stesso presupposto, neppure nei confronti di soggetti diversi. L’imposta personale pagata dal soggetto erogante a titolo definitivo a seguito di accertamento è scomputata dall’imposta dovuta dal percipiente il medesimo reddito”; in virtù di tale presupposto si chiedeva che la sentenza del CTR del Lazio venisse cassata.

Trascurando il problema procedurale che ha interessato la ammissibilità del ricorso, gli Ermellini hanno ritenuto opportuno ugualmente esprimersi a riguardo, confermando il rigetto dell’Appello della contribuente che aveva avuto ragione dalla Commissione Tributaria Provinciale.

La Cassazione ha affermato che il mantenimento previsto ex art. 156 cc (ovvero gli alimenti e/o il mantenimento) sia da considerare un reddito a tutti gli effetti e, benchè derivi da un provento già tassato (nello specifico uno stipendio di un lavoratore dipendente), come tale deve essere autonomamente gravato dall’imposta.

Tale motivazione si aggrappa, in maniera forzosa, alla legge 41/1986 e in particolare all’art. 31 c.8 che vuole la tassazione di tutti i redditi e quindi anche a quelli derivanti dal mantenimento, che in questo caso vengono considerati “redditi diversi”.

Inoltre per motivare la propria scelta, la Cassazione non vede una doppia tassazione in capo alla contribuente percipiente il mantenimento, poiché la somma devoluta dal coniuge erogante è “un onere deducibile” non valutando che fosse stato “tassato”.

In conclusione l’assegno che è deducibile dalle tasse per il coniuge erogante, è da ritenersi “reddito diverso” per il coniuge percipiente, e come tale deve essere tassato, anche se lo stipendio da cui proviene il mantenimento, che la Cassazione ritiene una “provvista”, è tassato alla fonte.

Avv. Michele Petruzzi 

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