Incapacità a testimoniare del danneggiato da sinistro stradale

L’INCAPACITA’ A TESTIMONIARE DEL DANNEGGIATO DAL MEDESIMO SINISTRO STRADALE.

Corte di Cassazione civile – sez. III – sentenza nr. 19258 del 29 settembre 2015

MASSIMA

“La vittima di un sinistro stradale  è incapace ex art. 246 c.p.c. a deporre nel giudizio daniela corradoavente ad oggetto la domanda di risarcimento del danno proposta da altra persona danneggiata in conseguenza del medesimo sinistro,a nulla rilevando che il testimone abbia dichiarato di rinunciare al risarcimento e che il relativo credito sia prescritto”

FATTO

Avverso la conferma della sentenza di primo grado resa dalla Corte di Appello di Trieste nel giudizio promosso dalla vittima di un sinistro stradale e, precisamente, relativamente alla parte del provvedimento in cui veniva ribadita la nullità della dichiarazione resa dal teste introdotto da parte attrice in quanto trasportato/danneggiato dalla medesima istante, la difesa attorea  proponeva gravame assumendo la violazione dell’art.246 del codice di rito e segnatamente argomentando, tra gli altri motivi, la carenza dell’interesse giuridico,concreto e attuale del teste per intervenuta prescrizione del suo diritto risarcitorio.

La suprema Corte,nel rigettare il ricorso, riterrà immanente l’incapacità a testimoniare , apprezzando tale status  svincolato da qualsivoglia successiva vicenda legata al relativo diritto azionabile dal soggetto dichiarante.

COMMENTO

Con la decisione in interesse la Suprema Corte ha correttamente ricalcato l’orientamento consolidatosi in subiecta materia precisando che qualsivoglia successiva vicenda integrante l’estinzione del diritto non influirà sulla concretezza ed attualità dell’interesse a partecipare al giudizio che causa l’incapacità a testimoniare ex art. 246 c.p.c.,in quanto tale condizione deve essere valutata ex ante.

Esplicitando: la pronuncia in oggetto, preliminarmente e doverosamente operando un distinguo tra l’attendibilità del teste e la sua incapacità, in quanto la prima situazione non investe interessi giuridici che legittimerebbero la partecipazione al processo bensì  la veridicità della deposizione, che andrà stimata sia sul piano oggettivo sia sul profilo soggettivo , mutuerà e cristallizzerà il concetto di incapacità a deporre recependo il principio in base al quale chi è ab origine privo della capacità a testimoniare perché titolare di un interesse che potrebbe legittimare la partecipazione al giudizio nel quale deve rendere la testimonianza, in qualsiasi veste, non esclusa quella di interventore adesivo, non riacquista tale capacità per l’intervento di una fattispecie estintiva del diritto quale la transazione o la prescrizione, in quanto l’incapacità a testimoniare deve essere valutata prescindendo da vicende che costituiscono un posterius  rispetto alla configurabilità dell’interesse a partecipare al giudizio che la determina , con la conseguenza che la fattispecie estintiva eventualmente opponibile non può impedire la partecipazione al giudizio del titolare del diritto che ne è colpito e non può renderlo carente dell’interesse previsto dall’art.246 c.p.c. come causa di incapacità a testimoniare ( Cass,Civ.,n.13585 del 2004, n.16499 del 2011).

Puntualizzerà,infine,  la Corte,richiamando un precedente sul punto, che tale giudizio sarà applicato anche laddove il testimone abbia dichiarato di rinunciare al risarcimento ( Cass. Civ., 2012 n.16541).

avv. Daniela Corrado 

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