Interesse qualificato alla richiesta.

QUALORA L’ISTANTE ABBIA UN INTERESSE QUALIFICATO ALLA RICHIESTA, IL DIRITTO DI ACCESSO PREVALE SULL’ESIGENZA DI RISERVATEZZA DI TERZI, OVE SIA ESERCITATO PER CONSENTIRE LA CURA O LA DIFESA PROCESSUALE DI INTERESSI GIURIDICAMENTE PROTETTI.

Tar Lazio, sez. III ter, sentenza nr. 2215 del 6/2/2015

Accesso a documenti amministrativi – richiesta cedolini stipendiali dell’ex coniuge ai fini della determinazione giudiziale dell’assegno divorzile – ammissibilità – sussistenza dell’interesse all’ostensione – interesse qualificato sub specie di cura e difesa di interessi giuridicamente protetti – prevalenza rispetto all’interesse alla privacy di terzi.

Massima. Qualora l’istante abbia un interesse qualificato alla richiesta, il diritto di accesso prevale sull’esigenza di riservatezza di terzi – ove sia esercitato per consentire la cura o la difesa processuale di interessi giuridicamente protetti e concerna un documento amministrativo indispensabile a tali fini, la cui esigenza non possa essere altrimenti soddisfatta, come accade nel caso di fatti sopravvenuti che rendano necessaria la revisione delle disposizioni concernenti l’affidamento dei figli e di quelle relative alla misura e alle modalità dei contributi da corrispondere ai sensi degli articoli 9, 5 e 6 della Legge n. 898 del 1970 e ss.mm.ii.  Di conseguenza, in capo al coniuge separato sussiste, nei confronti dell’Amministrazione da cui l’ex coniuge dipende, il diritto di accesso ai documenti reddituali senza che detta Amministrazione possa opporre valutazioni circa la fondatezza o meno della pretesa sostanziale.

 

Il caso.  Il TAR Lazio, III Sezione Ter, con la sentenza n. 2215/2015 del 6 febbraio 2015, ha riconosciuto in capo ad un ex coniuge il diritto all’ostensione dei cedolini stipendiali di Indennità di Servizio Estero, del CUD e del trattamento stipendiale metropolitano dell’altro ex coniuge, dipendente di una Amministrazione Pubblica (Ministero Esteri). L’Amministrazione richiesta aveva fornito i soli cedolini relativi all’ISE, e negato l’accesso al CUD e al trattamento stipendiale metropolitano del proprio dipendente-ex coniuge. La pronuncia in oggetto ha dichiarato illegittimo il comportamento della P.A., atteso l’interesse del soggetto richiedente l’accesso. Nel caso di specie, l’ex moglie necessitava della documentazione richiesta al fine di supportare le proprie istanze espresse nel ricorso, pendente in Cassazione, avente ad oggetto la determinazione dell’assegno divorzile. Posto che il Giudice ordinario (Corte d’Appello) aveva stabilito il suddetto assegno nella misura del 30% della sola Indennità di Servizio Estero, la ricorrente aveva impugnato tale decisione chiedendo che fossero invece presi in considerazione anche gli altri aspetti economico-reddituali del proprio ex coniuge, al fine di far rilevare l’inadeguatezza dell’assegno divorzile così calcolato. La richiesta di accesso, pertanto, era giustificata da un interessa attuale e concreto (ricorso pendente in Cassazione) nella specie del diritto di difesa di un interesse giuridicamente protetto. Il TAR Lazio ha dichiarato illegittimo il rifiuto parziale opposto dall’Amministrazione resistente e riconosciuto l’interesse giuridicamente rilevante all’ostensione di tutti documenti reddituali dell’ex coniuge,  essendo i medesimi necessari per la tutela dei propri diritti rispetto alla determinazione dell’assegno divorzile; fase nella quale la consistenza patrimoniale dell’ex marito è pienamente rilevante. La stessa pronuncia ha anche evidenziato che la richiesta di accesso alla documentazione relativa al TFR, e alle modalità di corresponsione dello stesso, non può essere rivolta all’Amministrazione di appartenenza dell’ex coniuge bensì al competente Ente previdenziale.

 

Avv. Alessandra Fratello – info: ale.fratello@libero.it

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