Interessi di mora e di dilazione su sanzioni tributarie

Sulle sanzioni tributarie, l’agente della riscossione non puo’ applicare gli interessi di mora e di dilazione.

Corte di Cassazione – sez. V – ordinanza nr. 16553 del 22 giugno 2018

Il caso

Una società chiedeva la rateazione di 14 cartelle di pagamento e successivamente impugnava tale provvedimento, eccependone l’illegittimità per violazione dell’art. 2, comma 3, D.Lgs. n.472/97 il quale stabilisce che “La somma irrogata a titolo di sanzione non produce interessi”.La Commissione Tributaria Provinciale di Napoli dichiarava inammissibile il ricorso poiché riteneva che il provvedimento di rateazione non rientrasse tra gli atti impugnabili ex art. 19 D.Lgs 546/92. gabriella panaro

La società proponeva lo stesso ricorso in appello e i giudici della Commissione Tributaria Regionale riformavano la sentenza di primo grado, stabilendo l’ammissibilità del ricorso, a seguito di un’interpretazione estensiva del ridetto art. 19 e riconoscendo la giurisdizione del Giudice tributario anche in materia di interessi relativi al tributo. Inoltre, la Commissione Regionale statuiva l’illegittimità degli interessi di dilazione sulle sanzioni.

L’amministrazione proponeva ricorso in Cassazione.

La pronuncia 

I Giudici della Suprema Corte hanno considerato illegittimamente applicabili gli interessi alle sanzione, in base alla previsione dell’art. 2, comma 3 – D.lgs. n. 472/1997, norma speciale, ove è statuito che “La somma irrogata a titolo di sanzioni non produce interessi”. I giudici di legittimità analizzando la natura della suddetta norma “eccezionale”, in applicazione del principio di specialità in base al quale la norma speciale prevale sulla norma generale, ha rigettato il ricorso proposto dall’Agente della riscossione sul punto statuendo in maniera chiara ed univoca che sulle sanzioni non sono dovuti gli interessi di mora in quanto in tale ipotesi i c.d. “interessi di dilazione” perseguono le medesime finalità proprie degli interessi comuni.

Dello stesso tenore, appare la sentenza della Commissione Tributaria Provinciale di Ragusa (946/02/2018), secondo cui l’Agente della Riscossione avrebbe erroneamente calcolato gli interessi di mora. Difatti, questi ultimi vanno applicati sulla sola parte corrispondente alle imposte, escludendo la parte relativa a sanzioni e interessi maturati fino alla formazione del ruolo.

Ciò ha evitato, nel caso di specie, che vi fosse un aumento degli interessi e dell’aggio esattoriale di quasi il 50% rispetto all’importo effettivamente dovuto dal debitore.

Avv. Gabriella Panaro – info: avvgabriellapanaro@gmail.com

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