Ipotesi di reato per abbandono di incapace

LASCIARE IL PADRE ANZIANO DA SOLO PUO’ COSTITUIRE UN’IPOTESI di abbandono di persona incapace penalmente sanzionata.

Corte di Cassazione- sez- V penale – sentenza nr. 44089 del 18 ottobre 2016

  

IL FATTO

 Tizio, padre di Caia, nonché persona affetta da incapacità mentale, veniva abbandonato dallagabriella panaro propria figlia, sebbene la stessa non avesse alcun obbligo specifico di custodia. Il Tribunale, dunque, condannava Caia per il reato di cui all’art. 591 c.p. (abbandono di persone minori o incapaci) e la Corte di Appello di Bari confermava la sentenza di primo grado, ritenendo, pertanto, la donna penalmente responsabile del delitto di cui sopra.

DIRITTO

 E’ univoco l’orientamento giurisprudenziale della Suprema Corte, secondo cui, affinchè si possa ritenere sussistente il reato previsto dall’art. 591 c.p. debbano sussistere due requisiti fondamentali: che il soggetto agente non ponga in essere condotte finalizzate all’adempimento dell’obbligo di cura e che colui che viene trascurato si trovi in una situazione di pericolo (si richiama la sentenza nr. 35814 del 30/4/2015). Nel caso esaminato, appariva del tutto evidente lo stato di assoluto bisogno in cui versava Tizio da lungo tempo. Caia, inoltre, non era esentata dal prendersi cura del padre perché non aveva in custodia il padre.

Difatti, la Suprema Corte evidenzia due aspetti fondamentali a tal proposito: innanzitutto il dovere giuridico, oltre che morale, di cura ravvisabile in capo all’imputata verso il padre, scaturisce dall‘interpretazione delle norme di livello costituzionale riguardanti il riconoscimento della famiglia come società naturale (art. 29 Cost), il suo inquadramento tra le formazioni sociali ove si svolge la personalità dei singoli e l’adempimento dei doveri di solidarietà sociale (art. 3 Cost.), nonchè delle previsioni del codice civile che impongono il dovere di rispetto dei figli verso i genitori, che diventa concretamente stringente in caso di stato di bisogno ed incapacità del singolo a provvedere al proprio mantenimento (art. 433 cod.civ.).

A completamento, la Cassazione richiama sul punto le norme contenute nel codice civile sull’amministrazione di sostegno dirette ai figli, per l’attivazione di meccanismi giuridici di protezione dei genitori non autonomi.

In secondo luogo, viene richiamato un antico e chiaro indirizzo sempre della Cassazione, che ha ritenuto il valore etico sociale della sicurezza personale come bene/interesse tutelato dalla norma incriminante, senza porre limiti nell’individuazione delle fonti da cui derivano gli obblighi di assistenza e cura. (Sez. 5, Sentenza n. 290 del 30/11/1993 Ud. (dep. 14/01/1994 ).

La norma dell’art. 591 cod. pen., quindi, tutela il valore etico e sociale della sicurezza della persona fisica contro determinate situazioni di pericolo.

La Corte di Cassazione, pur ritenendo sussistente l’obbligo di cura del padre in stato di bisogno in capo a Caia, condividendo le tesi assunte dal Giudice di primo grado e dalla Corte di Appello, annulla la sentenza senza rinvio per essersi estinto il reato per intervenuta prescrizione.

 Avv. Gabriella Panaro 

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