La pronuncia della Consulta sull’Italicum

LA CONSULTA SI PRONUNCIA SULLA LEGGE ELETTORALE ITALIANA.

Corte Costituzione – comunicato stampa di mercoledì 25 gennaio 2017

La tanto attesa pronuncia sulla legittimità costituzionale della legge elettorale italiana è giunta.paolo iannone Per le vie brevi sono stati posti al vaglio della Consulta i seguenti dubbi di costituzionalità:

  • Principio di rappresentanza territoriale: riferito ai criteri di scelta dei candidati e al loro mancato collegamento al territorio;
  • Principio di rappresentanza democratico: relativo al premio di maggioranza (40% al primo turno) con attribuzione al vincitore di trecentoquaranta seggi.
  • Sul ballottaggio: con il divieto di coalizioni e mancanza di una soglia minima per i partiti più votati che non hanno raggiunto il premio di maggioranza (40% al primo turno);
  • Sulla mancanza di scelta diretta e libera dei deputati: determinata dai capilista bloccati;
  • Sull’accesso al Senato: con riferimento alle soglie residuate dal “Porcellum”;
  • Sull’applicazione dello schema normativo limitatamente alla Camera dei deputati: anche in questo caso sono sorti dubbi e perplessità, in quanto il legislatore italiano, probabilmente, sicuro della vittoria del “Si” al referendum costituzionale del 4 dicembre 2016 ha limitato l’ambito di applicazione solo alla Camera dei deputati.

Nelle more di poter prendere atto delle motivazioni con cui i giudici delle leggi hanno eliminato due pezzi qualificanti della legge elettorale, ovvero il ballottaggio e l’opportunità dei capilista eletti in più collegi di sceglierne uno a propria discrezione, giova evidenziare il passaggio finale del comunicato in commento:«All’esito della sentenza, la legge elettorale è suscettibile di immediata applicazione». Tale cicorstanza, seppur tecnicamente frequente, da più parti politiche ha determinato l’inizio della campagna elettorale, pur mancando quasi un anno allo scioglimento naturale di Camera e Senato. In realtà, la predetta scelta della Consulta è stata fatta ad hoc per non coinvolgere la Corte nelle scelte politiche parlamentari su eventuali modifiche future della legge elettorale in questione.

Nell’ambito della pronuncia, la Corte Costituzionale ha eliminato il ballottaggio, pertanto, nessun secondo turno di elezioni per i partiti più votati che non hanno raggiunto la soglia del 40% per l’ottenimento del premio di maggioranza.

Di contro, le candidature plurime fino ad un massimo di dieci collegi non sono sono state bocciate, ma è stata bloccata la facoltà di decidere in quale collegio risultare eletto. Ciò avverrà con sorteggio. Tale regola è stata considerata incostituzionale, perché non è consentito al plurieletto di scegliere chi far entrare alla Camera al suo posto negli altri collegi, senza alcun punto di collegamento con il voto espresso dal popolo.

Infine, viene mantenuto il premio di maggioranza di trecentoquaranta seggi al superamento della soglia del 40% dei voti ricevuti, così come viene altresì confermata la soglia di sbarramento al 3% per limitare il numero dei gruppi parlamentari.

La legge è stata così modificata e dichiarata di pronta applicazione.

Dott. Paolo Iannone 

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