Il mancato deposito della lista testimoniale

Il mancato deposito della lista testimoniale non impedisce l’ammissione di testimoni a prova contraria.

Corte di Cassazione Penale – sezione V, sentenza n. 41662 -14 Aprile -4 Ottobre 2016 –Presidente dott. Bruno- Relatore dott. Micheli

MASSIMA

“Alla difesa dell’imputato sarà certamente consentito di richiedere in udienza che  un daniela corradosoggetto venga sentito a prova contraria sulle circostanze oggetto dell’escussione dei testi indicati dal Pubblico Ministero o dalla parte civile,indipendentemente dall’aver formalizzato una lista testimoniale.”

FATTO

Avverso la sentenza di condanna pronunciata dal Giudice di Pace nei confronti di un soggetto imputato per il reato di percosse, asseritamente perpetrate nei confronti del coniuge, la difesa di costui presentava ricorso per cassazione assumendo la violazione degli artt. 468,comma 4, e 495 del codice di rito; segnatamente il ricorrente lamentava la mancata ammissione a dibattimento della suocera del condannato,ad introdursi a prova contraria sulle medesime circostanze indicate nelle lista del Pubblico Ministero che aveva ivi richiesto esclusivamente l’esame della persona offesa.

Censurava nel seguito,a sostegno della fondatezza del mezzo di gravame, le argomentazioni rese nella parte motiva e, precisamente, contestando l’orientamento giurisprudenziale condiviso dal Giudice di primo grado secondo il quale il potere di indicare testimoni a prova contraria sarebbe riservato esclusivamente a quelle parti che abbiano già presentato una lista testi.

La quinta sezione penale della Corte di Cassazione, in accoglimento della richiamata impugnazione, annullerà con rinvio la denunciata decisione puntualizzando che l’assenza della lista testimoniale limita sul piano istruttorio la parte processuale soltanto laddove volesse introdurre,quale prova contraria, un teste su circostanze specifiche e, pertanto, diverse da quelle indicate dall’avversa difesa o dalla Pubblica Accusa, ma non costituisce,di contro, conditio sine qua non per l’escussione di un teste al fine di dedurre semplicemente in senso opposto rispetto a quanto sarà  chiamato a deporre il testimone a carico.

 

COMMENTO

 

Con la statuizione in interesse la Suprema Corte ha fornito un’analisi corretta di quanto previsto dall’art. 468 c.p.p.in ordine al potere probatorio delle parti processuali.

Corre l’obbligo di ricordare che il disposto in esame al primo comma prevede :Le parti che intendono chiedere l’esame di testimoni, periti e consulenti tecnici nonché delle persone indicate nell’art.210 devono,a pena di inammissibilità, depositare in cancelleria ,almeno sette giorni prima della data fissata per il dibattimento ,la lista con l’indicazione delle circostanze su cui deve vertere l’esame”.

Al quarto comma del precetto in esame il legislatore ha,poi, concesso la facoltà in capo a ciascuna parte, in relazione alle circostanze indicate nelle proprie liste, di chiedere la citazione a prova contraria di testimoni, periti e consulenti tecnici non compresi nella  lista,ovvero presentarli a dibattimento.

Esattamente in ordine a tale ultimo dettato la sentenza in esame ha fissato e delineato il relativo ambito applicativo, esplicitando che la limitazione ivi compresa riguarda esclusivamente il potere, a seguito della discovery delle prove orali delle parti contrapposte, di far accedere al dibattimento,sulle medesime circostanze indicate nella lista soggetti non compresi nella medesima, ivi permettendone l’ingresso quale prova contraria.

La lista testimoniale non costituirà, diversamente, presupposto legittimante altro potere istruttorio ovvero quello che legittima la parte che non ha presentato la lista testimoniale di avvalersi di propri testimoni, la cui audizione sarà limitata a quanto circostanziato nelle altrui liste.

In siffatta maniera,fermo restando l’assunzione d’ufficio, ex art. 507 c.p.p., di nuovi mezzi di prova, ove ritenuti assolutamente necessari, la Corte di Cassazione penale ha recepito e mutuato il più corretto orientamento,consacratosi in merito a tale fattispecie, secondo il quale, opportunamente circoscrivendo il campo in cui gioca chi è privo della lista testi rispetto a chi partecipa al dibattimento con una prova diretta, la parte che abbia omesso di depositare la lista dei testimoni nel termine di legge ha la facoltà di chiedere la citazione a prova contraria dei testimoni , periti e consulenti tecnici, ,considerato che il termine perentorio per il deposito della lista dei testimoni è stabilito, a pena di inammissibilità,dall’art.468 ,comma primo, soltanto per la prova diretta e non anche per quella contraria, e che l’opposta soluzione vanificherebbe il diritto alla controprova, il quale costituisce espressione fondamentale del diritto di difesa.( Cass.,sez.V,n.2815/2014-Cass.,sez.III,n.15368/2010).

avv. Daniela Corrado 

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