Materia edilizia e ricorso al Tar.

LA MATERIA EDILIZIA E’ DI COMPETENZA ESCLUSIVA DEL GIUDICE AMMINISTRATIVO: ANCHE LA CARTELLA EQUITALIA PER SANZIONI DA ABUSIVISMO EDILIZIO DEVE ESSERE IMPUGNATA CON RICORSO AL TAR.

Tar Lazio sentenza nr. 6776 dell’11/5/2015

La sentenza in questione, nell’occuparsi della legittimità dei provvedimenti adottati da un gabriellapanaro - 964x489 jpgComune diretti a sanzionare la realizzazione di opere abusive in un immobile ha, inoltre, esaminato l’impugnazione della successiva cartella con la quale veniva ingiunto il pagamento della consequenziale sanzione pecuniaria.

Richiamando un principio da sempre valido, con una precisazione necessaria considerando il caso di specie, la pronuncia ha affermato che la contestazione sulla cartella esattoriale segue il regime proprio per i crediti in funzione dei quali la stessa è emessa. In conseguenza, quando ci troviamo di fronte, come nella fattispecie de qua, di recupero coattivo di una somma pretesa a titolo di sanzione per illeciti edilizi, la controversia rientra nella previsione dell’art.133 lettera f del Codice del Processo Amministrativo (intitolato, appunto, materie di giurisdizione esclusiva).

Ricordiamo a tal proposito che, in base al criterio tipo di credito-giudice competente, la cartella avente ad oggetto tributi erariali (IRPEF, IRAP, IVA), bollo auto, canone Rai e tributi locali, deve essere impugnata dinanzi alla Commissione Tributaria; quella relativa a multe per violazione del codice della strada, dinanzi al Giudice di Pace; quella avente ad oggetto contributi previdenziali dinanzi al Tribunale sezione Lavoro. Se la cartella esattoriale comprende una pluralita’ di crediti di diversa natura (tributi, sanzioni amministrative, crediti previdenziali, etc.) bisognera’ proporre tante azioni quante sono le diverse Autorita’ competenti, depositando nei vari giudizi copie conformi all’originale dell’atto impugnato.

Sul punto le Sezioni unite della Cassazione sono state molto chiare: ogni pretesa conserva piena autonomia e il regime delle impugnazioni è identico a quello applicabile se fossero notificate più cartelle.

In poche parole è possibile che una cartella esattoriale contenga più titoli esecutivi iscritti a ruolo nei confronti dello stesso debitore. Il principale spartiacque si pone tra la giurisdizione tributaria e quella ordinaria. In poche parole vanno distinte da una parte tutte le contestazioni relative alla sussistenza del credito tributario (di natura erariale e/o locale), e dall’altra vanno messe tutte quelle afferenti a crediti di natura non tributaria (previdenziali, assicurativi e derivanti da sanzioni amministrative).

Il secondo passaggio riguarda la competenza. Già, perché all’interno della giurisdizione tributaria il contribuente dovrà preventivamente controllare l’importo della controversia (considerando solo le imposte, senza gli interessi e le sanzioni). Se con l’impugnazione della cartella vengono sollevati vizi riconducibili all’attività svolta dall’agenzia delle Entrate e il valore della contestazione al contribuente non è superiore a 20 mila euro, il contribuente dovrà prima passare per il tentativo obbligatorio di mediazione, pena l’inammissibilità del ricorso stesso.

La sentenza in esame, infine, continua affermando che, qualora venga accertata la sopravvenuta carenza di interesse derivante dall’inefficacia degli atti impugnati conseguenti alla presentazione di una domanda di condono, ne consegue che anche la cartella esattoriale impugnata diviene priva di efficacia. Di conseguenza, qualora il ricorrente ha comunque provveduto al pagamento della cartella nelle more del giudizio, avrà diritto a ripetere quanto versato, all’esito del relativo procedimento.

Avv. Gabriella Panaro – Info: avv.gabriellapanaro@gmail.com

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