Notificazione tardiva del ricorso per Cassazione.

NON PUO’ CONSIDERARSI TARDIVA LA NOTIFICAZIONE DEL RICORSO PER CASSAZIONE EFFETTUATA MEDIANTE TEMPESTIVA CONSEGNA AD UN UFFICIALE GIUDIZIARIO TERRITORIALMENTE INCOMPETENTE, ANCHE SE QUESTO RECAPITATA OLTRE IL TERMINE PREVISTO PER L’IMPUGNAZIONE, QUALORA LA STESSA SIA STATA SANATA DALLA COSTITUZIONE IN GIUDIZIO DELLA PARTE INTIMATA.

Corte di Cassazione civile – sez. I – sentenza nr. 22995 del 29/10/2014

La Corte di Cassazione ha deciso tale questione posta come preliminare in un giudizio relativo ad appalto di opere pubbliche.

Nel caso di specie la parte resistente lamentava la validità della notifica del ricorso marisa antelmi - 964x489 jpgintroduttivo sotto il duplice profilo della nullità o inesistenza – in quanto effettuata da Ufficiale Giudiziario territorialmente incompetente – ovvero della tardività della notifica stessa, in quanto recapitata oltre il termine di legge.

La Cassazione ha innanzitutto premesso che è da ritenersi pacifica la “promiscuità” della competenza a notificare il ricorso per Cassazione, nel senso che può essere effettuata sia dall’Ufficiale Giudiziario di Roma, città dove il processo deve essere trattato, sia dall’Ufficiale Giudiziario del luogo nel quale la sentenza impugnata è stata pronunciata (nello specifico, Catanzaro) (ex multis, cfr. Cass. Sez. L, sent. n. 16592 del 2010).

Nella specie il ricorso, invece, risultava notificato a mezzo posta dall’Ufficiale Giudiziario di Cosenza, quindi non legittimato ad eseguire la notifica secondo i criteri enunciati.

Pertanto, valida risulta essere l’eccezione di nullità avanzata, ma non quella di inesistenza; la violazione della previsione dell’art.107 del DPR 1290/59, implicitamente richiamata dalla controricorrente, infatti, non integra per la Cassazione un caso di inesistenza della notificazione, atteso che il notificante è comunque abilitato ad effettuare le notificazioni de qua. Tuttavia, il rilevato vizio di nullità di una tale notificazione è stato sanato dalla costituzione in giudizio dell’intimato, per raggiungimento dello scopo con effetto “ex tunc”.

Né valgono le deduzioni del resistente, secondo cui la sanatoria non può operare quando il termine di impugnazione sia già scaduto al momento della costituzione medesima. I Giudici hanno ulteriormente ribadito che tale ipotesi sarebbe corretta nel caso di inesistenza della notifica, ma non può trovare applicazione nel caso di nullità della stessa.

Questione diversa è quella della tardività della notifica, ma anche questa dichiarata infondata dalla Suprema Corte, proprio in considerazione del fatto che la consegna dell’atto è avvenuta nelle mani di un Ufficiale Giudiziario il cui difetto di competenza ad eseguirla è stato sanato dalla costituzione in giudizio della parte intimata. Sicchè deve affermarsi il principio di diritto secondo cui, in tema di notificazione, non è tardiva quella che sia stata tempestivamente eseguita mediante consegna all’ufficiale giudiziario incompetente, il quale l’abbia poi consegnata al destinatario in data non tempestiva, ove il vizio sia stato sanato dalla costituzione della parte destinataria dell’atto; questo in ragione dell’applicazione del principio di scissione del momento di perfezionamento della notificazione e della tempestiva consegna dell’atto, da parte del ricorrente, all’ufficio notificatore, anche in presenza di una nullità della notificazione (per incompetenza dell’ufficiale procedente) che sia stata, come detto, sanata.

Avv. Marisa Antelmi – info: marisa.antelmi@inwind.it

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