Opposizione ad ordinanza di ingiunzione, sentenza della Cassazione

IL RITO APPLICABILE ALL’APPELLO AVVERSO SENTENZA IN MATERIA DI OPPOSIZIONE AD ORDINANZA INGIUNZIONE DI CUI ALLA LEGGE 689/1981 PREVISTO DAL D.LGS.150/2011 – APPLICABILITA’ DEL PERIODO DI SOSPENSIONE FERIALE PER IL COMPUTO DEL TERMINE SEMESTRALE PER LA PROPOSIZIONE DELL’APPELLO

Corte di Cassazione – sez. sesta – ordinanza nr. 4652 del 2017. 

Le Massime

  1. L’art. 6 del d.lgs. n. 150 del 2011 prevede l’applicazione del rito del lavoronicola fiore nelle controversie relative alle ordinanze-ingiunzioni di cui alla legge n. 689 del 1981 e dunque in tali casi l’appello deve essere proposto mediante ricorso.
  2. Ai fini della tempestività dell’impugnazione, rileva esclusivamente la data di deposito del relativo atto, sicché la sanatoria dell’impugnazione erroneamente proposta mediante citazione può avvenire solo se l’atto risulti notificato alla controparte e depositato in cancelleria entro il termine di legge.
  3. Sebbene regolate dal rito del lavoro ex d.lgs. n. 150 del 2011, le controversie in materia di opposizione a ordinanza-ingiunzione o, più in generale, di opposizione a sanzione amministrativa sono soggette alla sospensione feriale dei termini, poiché l’esclusione prevista dall’art. 3 della legge n. 742 del 1969 per le controversie di lavoro si riferisce alla natura della causa e non al rito da cui è disciplinata

 Il Fatto

Il Tribunale in funzione di Giudice di Appello accoglie l’appello proposto da una società avverso la sentenza, in materia di opposizione a ordinanza ingiunzione, resa dal Giudice di pace, e, per l’effetto, annulla il relativo verbale di accertamento. In particolare, il Tribunale rigetta l’eccezione di inammissibilità, per tardività, dell’appello, formulata dall’appellata Prefettura, rilevando che l’impugnazione era stata proposta con atto di citazione notificato, nel rispetto del termine semestrale. Avverso tale sentenza ricorre in Cassazione l’Ente appellato ritenendo l’inammissibilità dell’appello proposto in quanto la conversione dell’atto non poteva avere luogo poichè l’appello proposto con citazione risultava depositato oltre la scadenza del termine semestrale di impugnazione.

 

La Decisione

Con l’unico motivo è dedotta violazione dell’art. 6 del d.lgs. n. 150 del 2011, che prevede l’applicazione del rito del lavoro nelle controversierelative alle ordinanze-ingiunzioni di cui alla legge n. 689 del 1981. L’appello deve essere proposto mediante ricorso e, ai fini della tempestività dell’impugnazione, rileva esclusivamente la data di deposito del relativo atto, sicché la sanatoria dell’impugnazione erroneamente proposta mediante citazione può avvenire solo se l’atto risulti depositato in cancelleria entro il termine di legge. Il ricorrente evidenzia che, nel caso in esame, la conversione dell’atto non poteva avere luogo in quanto l’appello, proposto con citazione, risultava notificato tempestivamente ma depositato in data successiva alla scadenza del termine semestrale di impugnazione.

La  Suprerma Corte ritiene non condivisibile tale doglianza in quanto pur avendo il Tribunale erroneamente considerato rilevante la data di notificazione dell’atto di appello anziché quella di deposito, a fronte della applicazione del rito del lavoro alla presente controversia (iniziata dopo il 6 ottobre 2011, data di entrata in vigore del d.lgs. n. 150 del 2011), e tuttavia nella specie il deposito dell’atto di appello proposto mediante citazione risulta tempestivo, essendo avvenuto in data 11 marzo 2014, quando non era ancora decorso il termine semestrale per l’impugnazione.

In particolare, la sentenza del Giudice di pace era stata depositata il 9 settembre 2013, (e cioè durante il periodo di sospensione feriale dei termini — 1 agosto/15 settembre), previsto dall’art. 1 della legge n. 742 del 1969 nel testo applicabile ratione temporis (art. 16, comma 2, del di. n. 132 del 2014, conv. con modif. dalla legge n. 162 del 2014), con la conseguenza che il termine semestrale per l’impugnazione iniziava a decorrere il giorno 16 settembre 2013.

Sebbene regolate dal rito del lavoro ex d.lgs. n. 150 del 2011, le controversie in materia di opposizione a ordinanza-ingiunzione o, più in generale, di opposizione a sanzione amministrativa sono soggette alla sospensione feriale dei termini, poiché l’esclusione prevista dall’art. 3 della legge n. 742 del 1969 per le controversie di lavoro si riferisce alla natura della causa e non al rito da cui è disciplinata (exp/urimis, da ultimo Cass., sez. 6-2, ordinanza n. 22389 del 2015)..

La Corte, in virtù di quanto innanzi, rigetta il ricorso e in mancanza di attività difensiva dalla parte resistente non fa luogo a pronuncia sulle spese.

Avv. Nicola Fiore

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