Ordinanza illegittima in condominio.

Deve dichiararsi illegittima la ordinanza sindacale che obbliga un condominio – nella persona del suo amministratore – a ripristinare il servizio di riscaldamento autonomo centralizzato allorchè la realizzazione di impianti autonomi derivi da una espressa deliberazione condominiale e dall’impossibilità tecnica di realizzare quello centralizzato.

Tar Piemonte – sez. II, Estensore Malanetto, sentenza nr. 996 del 12 giugno 2015

 

MASSIMA

Deve dichiararsi illegittima la ordinanza sindacale che obbliga un condominio – nella 2167_1060208184313_9779_npersona del suo amministratore – a ripristinare il servizio di riscaldamento autonomo centralizzato allorchè la realizzazione di impianti autonomi derivi da una espressa deliberazione condominiale e dall’impossibilità tecnica di realizzare quello centralizzato. In tale caso, mancano sia i presupposti di imprevedibilità e urgenza della situazione – già dibattuta e risolta in sede di assemblea condominiale – sia i profili di rischio ascrivibili alla generale categoria dell’incolumità pubblica. Nè è possibile, inoltre, per i singoli condomini, intervenire in quanto singoli al di fuori della corretta dialettica condominiale, essendo l’ordine rivolto all’amministratore il quale, dal suo canto, non può compiere un atto di straordinaria amministrazione in violazione di una esplicita deliberazione condominiale.

FATTO

I ricorrenti sono condomini e amministratore (non proprietario) di un immobile sito in Alessandria, nel quale si era provveduto a deliberare il passaggio dall’impianto di riscaldamento centralizzato a quello autonomo, poiché il Condominio era venuto a trovarsi privo di un locale destinabile a vano caldaia perché quello utilizzato sino ad allora era stato concesso in locazione da un condominio adiacente, e detta locazione era terminata. In ottemperanza a detta deliberazione, 16 abitazioni su 22 passavano al riscaldamento autonomo. Successivamente, a seguito di sopralluogo dei Vigili del Fuoco, veniva contestata al Condominio la violazione della  l.r. Piemonte n. 13/2007, la quale qualifica con sfavore gli impianti di riscaldamento autonomo – e tuttavia consente l’installazione degli stessi qualora non fosse possibile, da un punto di vista tecnico, la realizzazione dell’impianto centralizzato. Sulla base del predetto accertamento dei VV. FF. , il Sindaco emetteva ordinanza con tingibile e urgente con la quale ordinava al Condominio – nella persona dell’Amministratore – il ripristino dell’impianto centralizzato e l’eliminazione degli impianti autonomi nel frattempo realizzati. Avverso tale ordinanza veniva proposto ricorso innanzi al TAR Piemonte basato sui seguenti motivi:

1) Insussistenza dei presupposti per l’adozione di ordinanza contingibile e urgente, carenza di istruttoria, irragionevolezza, illogicità, travisamento e difetto di motivazione (lo strumento extra ordinem adottato non sarebbe legittimo sia per carenza della sussistenza di un pericolo imminente e irreparabile, sia per carenza di rischi per l’incolumità pubblica, sia perché surrettiziamente volto ad imporre una regolazione ed un assetto stabile di interessi, oltre che a svolgere una funzione sanzionatoria).

2) Eccesso di potere per irragionevolezza, illogicità manifesta. Carenza di istruttoria. Difetto di motivazione (l’ordinanza imporrebbe un facere irrealizzabile, accollando ad un ristretto numero di condomini l’onere di ripristinare l’impianto centralizzato; stante le scelte dell’assemblea condominiale lo stesso amministratore non sarebbe in condizione di operare in contrasto con la volontà espressa dall’assemblea).

3) Violazione, falsa ed erronea interpretazione ed applicazione dell’art. 19 co. 1 l.r. Piemonte n. 13/2007. Eccesso di potere per travisamento delle D.G. 4.8.2000 n. 46-11968. Eccesso di potere per travisamento ed illogicità manifesta. Carenza di istruttoria e motivazione (la stessa normativa regionale consentirebbe l’installazione di impianti autonomi ove non fosse possibile, da un punto di vista tecnico, realizzare un impianto centralizzato, condizione in cui verserebbe il condominio). 

Avv. Alessandra Fratello

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