Piano del consumatore, effetti non per tutti i debitori

NON PUO’ RITENERSI MERITEVOLE DI GODERE DEGLI EFFETTI DEL PIANO DEL consumatore il debitore CHE ABBIA ASSUNTO DEBITI ECCESSIVI RISPETTO ALLE PROPRIE POSSIBILITA’ O NON ABBIA VALUTATO ADEGUATAMENTE ESIGENZE SOPRAVVENUTE RAGIONEVOLMENTE PREVEDIBILI.

Tribunale di Cagliari – ordinanza del 11.5.2016 n.92

L’ordinanza del Tribunale di Cagliari dell’11.5.2016, avente ad oggetto un reclamo su ordinanzamarisa antelmi - 964x489 jpg di diniego di omologazione del Piano del Consumatore – art. 12-bis L. 27.1.2012, n. 3 -, ci dà lo spunto per esaminare brevemente la giurisprudenza ad oggi formatasi sul requisito della meritevolezza del consumatore che chiede appunto di accedere al Piano. Tale concetto, infatti, è assunto dalla legge 3/2012 quale presupposto di ammissibilità della proposta di Piano, distinguendolo così rispetto ai restanti rimedi previsti dalla stessa legge, ovvero l’accordo con i creditori e la liquidazione dei beni.

L’omologazione del Piano del Consumatore, si legge nell’ordinanza, è  subordinata ad un giudizio di esclusione da parte del giudice di due circostanze: 1) che il consumatore abbia assunto obbligazioni senza la ragionevole prospettiva di poterle adempiere; 2) che il consumatore abbia colposamente determinato il sovraindebitamento, anche per effetto di un ricorso al credito non proporzionato alle proprie capacità patrimoniali.

Assumono  rilevanza, pertanto, le ragioni della crisi e la condotta del debitore. Nel caso sottoposto all’attenzione del Tribunale di Cagliari, la famiglia si era indebitata nel corso degli anni (mutuo e finanziamenti vari), arrivando ad un importo complessivo delle rate pari sostanzialmente al totale delle proprie entrate. Il Tribunale ha ritenuto, pertanto, che non potevano, i coniugi, non essere perfettamente consci della impossibilità di soddisfare i creditori, concludendo quindi con la  conferma del provvedimento impugnato, nella parte in cui era stato escluso il presupposto di meritevolezza per l’omologa del Piano. Né sono stati ritenuti apprezzabili i fatti giustificativi portati dai debitori (ossia la sopravvenuta morte di un genitore che forniva apporto economico – tra l’altro non provato – e la nascita di un secondo figlio), in quanto tali sopravvenienze non avevano costituito la causa del sovraindebitamento, poichè successivi allo stesso.

Il riferimento soggettivo cui sembra rifarsi la norma, e di conseguenza, il Tribunale, è quello di una persona capace di fare una valutazione presente e futura sulla propria capacità  economica in rapporto con i debiti che assume.

Già il Tribunale di Pistoia, con decreto collegiale pubblicato in data 28.2.2014, aveva accolto il reclamo del creditore e revocato l’omologa del Piano. Col detto provvedimento il Collegio aveva sottolineato che la procedura (Piano del Consumatore) costituisce sicuramente uno strumento “forte” di ristrutturazione del debito a favore del consumatore, in quanto gli effetti esdebitatori sono immediati e automatici e, al tempo stesso, non viene richiesto il consenso dei creditori. La natura premiale di questa procedura trova però l’effetto paralizzante del giudizio di meritevolezza del debitore.

V’è da precisare, infine, che il rigetto dell’omologa non preclude al consumatore/debitore l’accesso alle altre procedure di composizione della crisi da sovraindebitamento previste dalla legge, la cui domanda può essere proposta tanto con ricorso autonomo e successivo al diniego dell’omologa, quanto con il medesimo ricorso,  subordinatamente al diniego stesso, sempre che ne sussistano sin dall’inizio tutti i presupposti ed i requisiti di legge.

 Avv. Marisa Antelmi 

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