Prestazioni gratuite per amici e parenti.

Le prestazioni svolte in favore di parenti e amici, con cui vi è’ una continuità di rapporto, possono essere svolte in forma gratuita, anche perché finalizzate all’incremento della clientela.

Corte di Cassazione, sentenza 17 settembre/28 ottobre 2015 nr. 21972

 

La innovativa sentenza della Corte di Cassazione, anche se espressa in forma semplificata, prende michele petruzziposizione sulle contestazioni che l’Agenzia delle Entrate solleva nei confronti dei professionisti e delle opere gratuite accertate non fatturate.

Il caso in oggetto ha visto un lavoratore autonomo raggiunto dall’avviso di accertamento (probabilmente un commercialista) perchè aveva offerto la propria competenza e esperienza professionale nei confronti di amici e parenti, già suoi clienti, e per i quali, oltre alla normale contabilità per le aziende di cui erano soci, aveva provveduto gratuitamente a trasmettere le dichiarazioni dei redditi personali.

In primo grado la CTP aveva rigettato il ricorso del contribuente poichè l’attività riscontrata nei confronti di 72 clienti non era stata né registrata né fatturata.

Tale sentenza però venne riformata in appello dalla Commissione Tributaria Regionale della Campania che accoglieva l’appello giustificando la “asserita gratuità dell’opera svolta” in favore di alcuni suoi assistiti “in considerazione dei rapporti di parentela e di amicizia con gli stessi

Proprio questo è l’elemento che prendono in considerazione gli Ermellini allorquando, esaminando anche la documentazione depositata, hanno evidenziato come i soggetti verso cui era stato compiuto l’invio telematico, che viene appunto considerata una semplice prestazione, fossero anche i titolari di società di cui il professionista teneva la contabilità, mentre per altri casi erano parenti.

La motivazione 1che adduce l’estensore, condividendo la teoria e l’interpretazione della CTR campana, è che si rende “plausibile la gratuità dell’opera svolta dal professionista in considerazione dei rapporti di parentela e di amicizia con gli stessi clienti”.

Lungi dal legittimare la gratuità sic et simpliciter del lavoro svolto per parenti ed amici, la Suprema Corte ha precisato che l’attività professionale può essere erogata gratuitamente secondo condizioni tra loro anche parzialmente connesse, ovvero che: esista il rapporto di parentela e/o amicizia tra il professionista e il cliente; il cliente abbia già corrisposto al lavoratore autonomo compensi per altre attività (come la tenuta delle scritture contabili per società di cui fanno parte); ci sia una proporzione con maggioranza dei soggetti paganti rispetto ai soggetti da cui non si è percepito onorario (per evitare fini elusivi); l’opera svolta sia di semplice esecuzione (nel caso di specie l’invio telematico delle dichiarazioni dei redditi); ultimo criterio “esimente” che il contribuente può invocare è “l’incremento della clientela”.

Avv. Michele Petruzzi 

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