Prevaricazione abusiva di un funzionario pubblico di Equitalia

LA PREVARICAZIONE ABUSIVA DEL FUNZIONARIO PUBBLICO DI EQUITALIA SPA

Tribunale Ordinario di Lecce – I sez. penale – sentenza nr. 1411 del 15 aprile 2016

FATTO

La vicenda vede imputati per abuso d’ufficio (art. 323 c.p.) l’Agente per la riscossione nella veste di Amministratore Delegato e il Responsabile del servizio di produzione della Spa Equitalia, gabriella panaroincaricati del pubblico servizio di riscossione dei tributi.

I due, in violazione in particolare delle norme che assicurano e tutelano il buon andamento e l’imparzialità della pubblica amministrazione “ponevano in essere intenzionalmente atti idonei diretti in modo non equivoco a procurarsi un ingiusto vantaggio patrimoniale”. Tentavano, infatti, di costringere tre presunti debitori rispettivamente a: 1) versare un importo indebito in favore della Concessionaria, minacciando azioni legali e il fermo dell’auto, malgrado l’interessato avesse ottenuto sentenza passata in giudicato che aveva accertato che la somma non fosse dovuta e di questo ne avesse immediatamente portato a conoscenza la Società Equitalia; 2) versare un importo indebito in favore della Concessionaria, sempre minacciando azioni legali e il fermo del mezzo, malgrado l’Ente creditore (Comune di Lecce) avesse comunicato alla stessa Equitalia che era intervenuta con il debitore una conciliazione giudiziale che aveva previsto un piano di riparto della somma dovuta, sicchè era necessario soprassedere alla proceduta di riscossione; 3) versare importi indebiti in favore della Concessionaria, malgrado la Commissione Tributaria provinciale avesse disposto la sospensione della cartella impugnata relativa alle somme richieste e, quindi, fosse impossibile procedere al recupero della somma.

La difesa dei funzionari della Spa Equitalia sosteneva l’estraneità della stessa da qualsiasi forma di responsabilità, affermando che la tipologia dei provvedimenti di sgravio, scarico, rateazione, concessione di sospensione seguivano tutti la procedura informatizzata.

Nel caso di specie, secondo la difesa del Concessionario, mancavano i provvedimenti formali da parte dell’ente creditore rivolti alla spa Equitalia, che, di conseguenza, non poteva sospendere o sgravare i ruoli, non avendo alcuna discrezione in tal senso. Questi provvedimenti dovevano essere comunicati solo telematicamente alla Concessionaria da parte dell’ente creditore, cosa che era mancata nel caso di specie. Quest’obbligo di comunicazione informatica, secondo la difesa di Equitalia, sarebbe stato previsto da una determina dirigenziale del Ministero delle Finanze.

MOTIVAZIONE DELLA SENTENZA 

Il Tribunale di Lecce ha ritenuto le deduzioni difensive innanzi esposte prive di pregio per due motivi fondamentali: innanzitutto, è sempre è comunque valido il principio secondo cui una pretesa creditoria può essere azionata solo ed esclusivamente sulla base di un titolo valido ed efficace. Se questo è stato dichiarato nullo da una sentenza o è stato sospeso, la procedura di riscossione non può e non deve essere portata avanti, mancando il presupposto fondamentale che la giustifichi. Inoltre, secondo i Giudici non esiste alcuna legge che imponga ad Equitalia di ricevere gli atti con l’uso esclusivo di procedure telematiche.

Nella fattispecie che ci riguarda, i soggetti interessati si sono attivati per portare a conoscenza nell’immediato la Concessionaria della sopravvenuta inefficacia del titolo esecutivo, sia personalmente, recandosi per la comunicazione presso gli Uffici di Equitalia, sia rivolgendosi ad un legale che fornisse alla Concessionaria tutte le informazioni ufficiali relative alla situazione ormai mutata. In entrambi i casi, le risposte dei funzionari Equitalia erano state negative, perché non era stata ricevuta la comunicazione informatica ufficiale da parte dell’ente creditore.

Il Tribunale ha considerato la tesi del mancato invio della comunicazione informatica come un “ingiusto paravento” per nascondere un’ipotesi eclatante di mala gestio della cosa pubblica. Difatti, ribadivano che non esisteva alcuna legge dello Stato che obbligasse la Concessionaria a ricevere le comunicazioni incidenti sui ruoli esclusivamente in via informatica.

Particolare criticità si esprime nei confronti dell’atteggiamento dei funzionari Equitalia, laddove questi avessero posto in essere un sistema afflittivo e penalizzante per il cittadino, impedendogli di dimostrare con una comunicazione personale o a mezzo legale, che egli non è più debitore o lo è a condizioni diverse.

Nella fattispecie esaminata, pur non avendo avuto i funzionari contatti diretti con i presunti debitori, devono considerarsi ugualmente responsabili, in quanto entrambi obbligati ad assicurare il buon andamento e l’imparzialità della P.A.

Al contrario, la prassi di azionare titoli esecutivi non validi era assai diffusa e non poteva avvenire senza che i funzionari ne fossero a conoscenza. Il movente della loro condotta, secondo i Giudici, era quello di percepire indebitamente gli aggi, che venivano conseguiti anche sugli interessi maturati.

Concludendo, secondo il Tribunale, i tre funzionari dovevano considerarsi responsabili per il reato di tentata concussione e non per quello di tentato abuso di ufficio, in ragione della prevaricazione abusiva posta in essere dai funzionari Equitalia nei confronti di individui in chiara posizione di soggezione, costretti o indotti alla dazione o promessa indebita di somme di denaro.

A questo va aggiunto che i tre funzionari abusavano della propria posizione di potere in più occasioni, malgrado gli stessi fossero ben a conoscenza dell’illegittimità del loro comportamento, tanto da creare un sistema illecito diffuso, accettato come prassi operativa.

I due funzionari venivano, quindi, riconosciuti colpevoli del reato previsto all’art. 317 c.p. (concussione) alla pena di otto anni di reclusione, venivano interdetti in perpetuo dai pubblici uffici, veniva dichiarato estinto il loro rapporto di lavoro con la PA e, infine, venivano condannati al risarcimento danni di € 5.000,00 per ciascuna parte civile.

Avv. Gabriella Panaro 

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