Quando la multa sulle strisce blu è illegittima.

La massima

 

La multa sulle strisce blu è illegittima se il Comune non ha previsto nelle vicinanze parcheggi gratuiti ovvero non ha provato l’esistenza della delibera che esclude la sussistenza di tale obbligo ai sensi dell’art. 7 comma 8 del Codice della Strada.

 

Il caso

Tizia ricorreva dinanzi al Giudice di Pace di Napoli per impugnare il verbale di contestazione di infrazione, con il quale le veniva contestata la violazione dell’art. 7 C.d.S., comma 8, ossia  dell’obbligo di esporre il ticket per la sosta in apposite aree destinate al parcheggio.

La ricorrente deduceva l’assenza, nelle vicinanze dell’area con obbligo del pagamento del ticket, di spazi riservati a parcheggio libero, come richiesto dallo stesso articolo. Eccepiva, inoltre, la mancanza di delibere comunali che qualificassero la via in cui era avvenuta l’asserita violazione, come “area pedonale”, “zona a traffico limitato”, area rientrante nella zona A del D.M. n. 1444 del 1968, o come “area di particolare rilevanza urbanistica”: condizioni alternative che avrebbero dispensato il Comune dal delimitare aree di parcheggio gratuito.

Il Giudice di Pace di Napoli rigettava l’opposizione.

Anche l’appello proposto da Tizia veniva rigettato in quanto, secondo il Tribunale di Napoli, l’appellante sarebbe venuta meno ai propri oneri probatori.

Avverso questa sentenza Tizia  ha proposto ricorso per Cassazione.

La sentenza

 

È ormai costante l’indirizzo dei giudici di merito di considerare nulle le multe elevate nei confronti di chi non abbia pagato il parcheggio nelle “strisce blu” se, nelle vicinanze, il Comune non ha predisposto altrettante zone di sosta gratuita ovvero se non sussistono le condizioni ostative all’operatività di tale obbligo. Anche la Cassazione è intervenuta più volte sul tema delle “strisce blu”.

La novità della presente ordinanza sta nel riconoscere che l’onere di provare la presenza di tali condizioni ostative – quindi l’esistenza della delibera comunale che esclude l’obbligo di cui all’art. 7 comma 8 CdS – non grava sull’opponente trasgressore, bensì sull’Amministrazione opposta, a fronte di specifica contestazione da parte dell’opponente.

La Cassazione ricorda infatti che l’Amministrazione, sebbene formalmente convenuta in giudizio, assume sostanzialmente la veste di attrice, spettando quindi alla medesima, ai sensi dell’art. 2697 c.c. , fornire la prova della esistenza degli elementi di fatto integranti la violazione contestata, mentre compete all’opponente, che assume formalmente la veste di convenuto, la prova dei fatti impeditivi o estintivi.

Nel caso di specie, la ricorrente, sia in primo grado che con i motivi di appello, aveva allegato tanto di non aver trovato spazi liberi per il parcheggio nelle vicinanze del luogo in cui era avvenuta l’asserita violazione, quanto l’assenza di delibere comunali che qualificassero l’area in questione come quella “rientrante nella zona A del D.M. 2 aprile 1968, o che si tratti di area urbana di particolare valore storico o di particolare pregio ambientale”: condizioni, queste ultime, alternative per esonerare l’Amministrazione dall’obbligo di predisporre aree di parcheggio libero.

Pertanto la Cassazione accoglie il ricorso e rinvia per nuovo esame di merito.

Avv. Marisa Antelmi-  Info: marisa.antelmi@inwind.it

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