Repressione degli abusi edilizi.

Il proprietario di un suolo ha un interesse giuridicamente qualificato alla repressione degli abusi edilizi commessi nel suolo attiguo – ovvero l’interesse al mantenimento delle caratteristiche urbanistiche assegnate alla zona – potendo non solo spiegare le azioni civili di demolizione o, se ciò non sia possibile, quelle risarcitorie, ma anche impugnare la mancata adozione di misure ripristinatorie e quindi l’inerzia formalizzata degli organi comunali preposti nel comminare le sanzioni pecuniarie e demolitorie previste.

Tribunale Amministrativo Regionale Puglia – Bari – II sezione – sentenza n. 1195/2015 del 04 agosto 2015 – Pres. Pasca – Est. Risso

Abusi edilizi – interesse del proprietario confinante alla repressione degli stessi – sussiste abusi edilizi– acquisizione al patrimonio del Comune del bene oggetto dell’abuso o dell’area di sedime ex art. 31 del d.lsg. 380/01 – rigetto della domanda di accertamento di avvenuta acquisizione in quanto attività in cui residua l’esplicazione di discrezionalità amministrativa.

 

Massima: Il proprietario di un suolo ha un interesse giuridicamente qualificato alla repressione degli abusi edilizi commessi nel suolo attiguo – ovvero l’interesse al mantenimento delle caratteristiche urbanistiche assegnate alla zona – potendo non solo spiegare le azioni civili di demolizione o, se ciò non sia possibile, quelle risarcitorie, ma anche impugnare la mancata adozione di misure ripristinatorie e quindi l’inerzia formalizzata degli organi comunali preposti nel comminare le sanzioni pecuniarie e demolitorie previste. Nel caso di abusi edilizi sanzionati anche con l’acquisizione gratuita del bene oggetto dell’abuso e dell’area di sedime di cui all’art. 31 del d.lgs 380/01, la relativa domanda di accertamento non può trovare accoglimento in quanto l’acquisizione de qua presuppone ancora l’esplicazione da parte  della P.A interessata di un’attività caratterizzata da discrezionalità che non può essere esercitata in via sostitutiva dal G.A.

 

Fatto: Il Comune di (omissis), dopo aver emesso una ordinanza con la quale ingiungeva al proprietario di un immobile di demolire una struttura realizzata senza autorizzazione – in difformità della D.I.A. e in violazione delle prescrizioni del P.R.G. per le zone classificate B (rapporto di copertura e volumetria massima realizzabile) – nella quale si faceva altresì espresso avvertimento che, in caso di inottemperanza, si sarebbe proceduto al seguito del procedimento sanzionatorio, così come previsto anche dall’art. 31, terzo comma, del D.P.R. n. 380 del 2001 (che prevede, in caso di inottemperanza, l’acquisizione di diritto gratuitamente al patrimonio del comune del bene e dell’area di sedime in cui si è realizzato l’abuso), successivamente comunicava di non poter procedere all’acquisizione gratuita di alcune porzioni di immobile oggetto di abuso edilizio, indicando le motivazioni a supporto di tale decisione. Avverso tale atto proponeva ricorso il proprietario dell’immobile confinante, chiedendone l’annullamento nonché proponendo domanda di accertamento dell’avvenuta acquisizione gratuita al patrimonio comunale dell’immobile interessato dagli abusi edilizi di cui all’ordinanza-ingiunzione. Il ricorso così proposto veniva accolto in parte qua, con annullamento per contraddittorietà con gli atti precedenti della nota impugnata – in cui si dichiarava di non darsi luogo alla acquisizione ex art. 31 d.lgs. 380/01 – e nel rigetto della domanda di accertamento dell’avvenuta acquisizione gratuita del bene oggetto dell’abuso e dell’area di sedime in quanto detta acquisizione presuppone l’esplicazione da parte  della P.A interessata di un’attività caratterizzata da discrezionalità che non può essere esercitata in via sostitutiva dal G.A.

Avv. Alessandra Fratello 

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