RESIDUALE LA DOMICILIAZIONE IN CANCELLERIA IN PRESENZA DI INDICAZIONE DELL’INDIRIZZO DI PEC.

Corte di Cassazione – Sezioni Unite- sentenza nr. 10143 del 20 giugno 2012.

Riteniamo opportuno segnalare, in quanto di particolare interesse pratico per gli avvocati che esercitano il proprio ufficio fuori della circoscrizione del Tribunale di appartenenza-   la pronuncia delle Sezioni Unite della Cassazione 20 giugno 2012 n.10143 in materia di domicilio del professionista con la quale la Suprema Corte ha precisato, con una pronuncia delle SS.UU., come debba oramai ritenersi residuale –alla luce delle modifiche apportate agli artt.125 e 366 cpc dall’art.25 l. 12/12/2011 n.183- la domiciliazione ex lege in cancelleria in assenza di elezione di domicilio nel luogo dove ha sede l’autorità giudiziale presso cui il giudizio è in corso, in presenza di indicazione dell’indirizzo di posta elettronica certificata, presso cui andranno pertanto effettuate tutte le notifiche.

“La domiciliazione “ex lege”, prevista dall’art. 82 r.d. n. 37 del 1934 per quelle ipotesi in cui il difensore, esercitando il proprio ufficio al di fuori della circoscrizione del tribunale al quale è assegnato, non abbia eletto domicilio nel luogo in cui ha sede l’Autorità Giudiziaria presso la quale ha sede il giudizio in corso, è ormai applicabile soltanto in quei casi in cui detto difensore, contravvenendo all’obbligo sancito dall’art. 125 c.p.c., non indica il proprio indirizzo di posta elettronica certificata (P.e.c.). “

Avv. Pierluigi Zanetti – info: pierzanetti@libero.it

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