Responsabilità del conducente per omesso utilizzo della cintura dal trasportato

La responsabilità del conducente per omesso utilizzo da parte del trasportato della cintura di sicurezza.

Corte di Cassazione – sez. quarta penale – sentenza nr. 11429 del 9 febbraio – 9 marzo 2017 – Presidente Romis – Relatore Cenci

MASSIMA

“Il conducente di un veicolo è tenuto, in base alle regole della comune diligenza e daniela corradoprudenza, ad esigere che il passeggero indossi la cintura di sicurezza ed , in caso di sua renitenza, anche a rifiutarne il trasporto o ad omettere l’intrapresa della marcia.

Ciò a prescindere dall’obbligo e dalla sanzione di chi deve fare uso della detta cintura”

FATTO

La vicenda in oggetto trae origine da un sinistro stradale con coinvolgimento di più veicoli a seguito del quale i conducenti Tizio e Caio di due  mezzi interessati verranno condannati in primo grado in cooperazione colposa per l’omicidio colposo con violazione delle norme sulla circolazione stradale occorso ai danni del trasportato sull’autovettura guidata da Tizio.

Con la pronuncia di primo grado Caio sarà dichiarato colpevole anche per il reato di guida in stato di ebbrezza e del delitto di lesioni personali occorse alla sua trasportata, sbalzata all’esterno in quanto priva delle cinture di sicurezza.

La sentenza di primo grado riceverà conferma dalla Corte di Appello ad eccezione della riforma operata in favore di Caio per intervenuta prescrizione degli anzidetti reati contestati esclusivamente a costui.

Nel seguito, entrambi gli imputati proporranno ricorso ed in particolare Caio, nonostante la declaratoria di non doversi procedere emessa per quanto innanzi specificato,assumerà la violazione di legge e il vizio motivazionale,assumendo la mancata sussistenza del nesso causale tra la propria condotta e il decesso del trasportato sul veicolo antagonista,  in quanto la collisione sarebbe avvenuta tra il mezzo condotto da Tizio e uno dei veicoli fermatisi per prestare soccorso alla donna ferita e alla propria vettura, arrestatasi  precedentemente sulla corsia di sorpasso in ragione della relativa perdita di controllo.

Argomenterà il ricorrente ,tra l’altro,la propria estraneità relativamente a quanto subito dalla propria trasportata sostenendo che a causa del buio non avrebbe notato la mancata adozione del sistema di protezione, di guisa da ritenere la condotta di costei completamente indipendente dal proprio comportamento.

 

COMMENTO

 

La sentenza in questione nel ritenere l’infondatezza del gravame si cristallizza degna di nota soprattutto relativamente alla censura dell’atto laddove, non scriminando il conducente per il mancato uso delle cinture di sicurezza da parte del trasportato, consacra un principio fondamentale a tutela dell’incolumità pubblica sino a prevedere il rifiuto del trasporto.

Ulteriore motivo di interesse si ravvisa nella parte in cui l’attenzione posta al conducente prescinderà  dalla responsabilità del danneggiato, la parte motiva del provvedimento de quo   non dimentica, infatti,  non contrastando con esso, il relativo obbligo che grava sul trasportato, pena la sanzione amministrativa a comminarsi ai sensi dell’art.172 del Codice della Strada,e le conseguenza sul piano risarcitorio in quanto l’eventuale liquidazione dei danni da costui subiti sarà soggetta a rigorosa graduazione.

Suddetta riduzione, applicata nell’osservanza dell’art. 1227 del codice civile per evidente concorso del creditore nella produzione del danno, è pacificamente condivisa, mutuata e confermata in giurisprudenza nel cui solco si fissa la recente pronuncia n.22351 del 2016 secondo la quale in caso di sinistro stradale il mancato utilizzo delle cinture di sicurezza determina un concorso di colpa della danneggiata tale da comportare una riduzione della percentuale dell’intero danno patito.

avv. Daniela Corrado

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