Responsabilità imprenditore edile per furti in casa durante i lavori.

E‘ RESPONSABILE AI SENSI DELL’ART. 2043 C.C., L’IMPRENDITORE CHE, ESEGUENDO LAVORI DI RISTRUTTURAZIONE DI UNO STABILE, UTILIZZA PONTEGGI NON DOTATI DI IDONEI SISTEMI DI PROTEZIONE E ANTIFURTO, OVE SI VERIFICHINO FURTI NEGLI APPARTAMENTI A CAUSA DI TALI PONTEGGI.

Corte di Cassazione civile, sezione terza, sentenza n. 26900 del 19 Dicembre 2014 (Pres. Travaglino, Rel. Lanzillo).

Il caso

Tizio cita in giudizio il Condominio di via … e la ditta esecutrice dei lavori di pulitura dellemarisa antelmi - 964x489 jpg facciate – commissionati dal Condominio – chiedendone la condanna in solido al risarcimento dei danni subiti a seguito di furto nel proprio appartamento all’interno del Condominio, furto che asseriva essere stato agevolato dai ponteggi e dalle impalcature installate dalla ditta senza misure anti-intrusive.

La domanda viene accolta sia dal Tribunale di Roma che dalla Corte d’appello. La società e il condominio propongono ricorso e ricorso incidentale.

La sentenza

Dalle risultanze di causa è emerso che l’impresa detentrice dei ponteggi ha effettivamente omesso di dotare gli stessi di sistemi anti-intrusione (come l’illuminazione notturna, la guardiania e altri accorgimenti) e che tale omissione è stata determinante nell’agevolare i ladri nel compiere il reato.  La Corte di Cassazione decide la questione facendo riferimento ad un orientamento ormai consolidato secondo cui “la responsabilità dell’imprenditore che si sia avvalso di impalcature per l’espletamento di lavori sugli edifici è ravvisabile ai sensi dell’art. 2043 cod. civ., ove siano state trascurate le ordinarie norme di diligenza e non siano state adottate le cautele idonee ad impedire l’uso anomalo del ponteggio”. La responsabilità deriverebbe non tanto dalla presenza stessa del ponteggio, quanto dall’omissione di accorgimenti idonei ad evitare la situazione di pericolo.

Allo stesso modo è stata riconosciuta la responsabilità del Condominio ex art. 2051 c.c., atteso l’obbligo di vigilanza e di custodia gravante sul soggetto che ha disposto il mantenimento della struttura. La presenza nel contratto di una clausola – invocata dal Condominio –  a discarico della  responsabilità, è valida tra lo stesso Condominio e l’appaltatore per un’eventuale azione di regresso, ma non può essere opposte ai terzi danneggiati (nella specie il condomino). Pertanto, “pur se il Condominio aveva formalmente imposto all’impresa di adottare ogni misura di salvaguardia, avrebbe dovuto poi controllare – per esimersi da responsabilità verso i terzi – che dette misure venissero effettivamente messe in opera”.

La Cassazione conferma la sentenza di appello.

Avv. Marisa Antelmi  – info: marisa.antelmi@inwind.it.

 

Add a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *