Tutela della persona offesa in caso di stalking o maltrattamenti.

Le Sezioni Unite rafforzano la tutela della persona offesa in caso di richiesta di archiviazione per i delitti di stalking e maltrattamenti.

Cassazione Penale, Cassazione Penale, Sezioni Unite,16 Marzo 2016-udienza 29 gennaio 2016 – n.10959, Presidente Giovanni Canzio,  Relatore Luisa Bianchi

MASSIMA

“La disposizione dell’art.408 comma 3-bis c.p.p., che stabilisce l’obbligo di dare avviso alla persona offesa daniela corradodella richiesta di archiviazione con riferimento ai delitti commessi con “violenza alla persona” è riferibile anche ai reati di atti persecutori e maltrattamenti, previsti rispettivamente dagli artt.612 bis e 572 c.p., perché l’espressione “violenza alla persona”deve essere intesa alla luce del concetto di violenza di genere,quale risulta dalle pertinenti disposizioni di diritto internazionale recepite e di diritto comunitario”

FATTO

La pronuncia in questione è stata resa dagli Ermellini in quanto assegnatari,da parte della quinta sezione penale, del ricorso promosso dalla persona offesa laddove, censurandone la mancata notifica dell’avviso,lamentava di aver ricevuto contezza  dell’archiviazione del procedimento incardinatosi nei confronti dell’autore dei delitti di stalking e maltrattamenti perpetrati in suo danno esclusivamente in occasione di un accesso in cancelleria.

 

COMMENTO

 

L’interessamento delle Sezioni Unite,prima, e la statuizione emessa negli anzidetti termini, poi, evidenziano la delicatezza della questione sollevata dal ricorrente e la ravvisata necessità di intendere la norma di cui all’art. 408 comma 3 bis c.p.p. in conformità alla medesima ratio che ha condotto la sua introduzione con legge del 15.10.2013 n.119,la cui portata è finalizzata a potenziare il diritto delle vittime di violenza alla partecipazione al processo.

Al riguardo si precisa che il disposto processuale in questione,in deroga al principio ( art.408,II comma, c.p.p.)secondo il quale il Pubblico Ministero deve notificare l’avviso de quo alla persona offesa soltanto se costei nella notizia di reato o successivamente vi abbia fatto espressa richiesta, stabilisce che per i delitti commessi con violenza alla persona  tale avviso è garantito  indipendentemente da siffatta istanza.

Alla luce di quanto premesso le Sezioni Unite hanno dovuto dirimere il conflitto interpretativo insorto circa il concetto di violenza alla persona ovvero chiarire se tale accezione dovesse essere intesa in senso restrittivo, di guisa da limitarla alla sola sfera fisica e non anche a quella morale e /o psicologica, o, di contro, consentire  che gli atti persecutori di cui al c.d. delitto di stalking o i maltrattamenti in famiglia da cui non siano derivate lesioni personali fossero ritenuti ad esso equipollenti.

La soluzione di cui alla massima,  impositiva l’obbligo della notifica della richiesta di archiviazione per tali fattispecie di reato, può ritenersi correttamente e ragionevolmente fornita dalla Corte adita in quanto esprime la piena adesione ai principi di diritto eurocomunitario e internazionale.

In linea con le  convenzioni di Lanzarote e Istanbul nonché con i decreti legislativi 212/2015 e 9/2015,attuativi  rispettivamente le direttive 2012/29/UE e  2011/99 UE, la Cassazione,a mezzo della pronuncia ut supra, ha,infatti, mutuato i criteri guida in materia di tutela delle persone offese dal reato di violenza contenuti nelle richiamate fonti accogliendo l’espressione di violenza in genere e, per l’effetto, ha maggiormente garantito la posizione del leso,colpito da altrui violenza, tutelando ogni sua sfera, morale, psicologica o fisica.

La decisione in commento,  svincolando la vittima di tali reati da qualsivoglia limitazione, si cristallizza tra l’altro pienamente satisfattiva la logica dell’intervento legislativo che nell’anno 2013, blindando ulteriormente chi subisce atti persecutori, ha,per tale fattispecie criminosa, innalzato il limite della pena, inasprendo il trattamento sanzionatorio in caso di commissione del fatto reato da parte del coniuge anche separato o da persona che è o è stata legata da relazione affettiva o se perpetrato a mezzo di strumenti telematici o informativi,nel seguito modificando in melius i termini (mesi sei )di presentazione della querela,contestualmente stabilendone esclusivamente la remissione processuale e l’irrevocabilità in presenza di minacce gravi reiterate.

 Avv. Daniela Corrado 

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