Validità notifica cartelle a mezzo AR.

VALIDA LA NOTIFICA DELLE CARTELLE ESATTORIALI A MEZZO RACCOMANDATA AR.

Corte di Cassazione – sez. II– sentenza nr. 5898 del 24/03/2015

La cartella di pagamento notificata da Equitalia mediante lettera raccomandata senza relata di notifica è perfettamente valida.

Gli eventuali vizi di notifica della cartella si devono comunque ritenere sanati dalla gabriellapanaro - 964x489 jpgtempestiva proposizione del ricorso da parte del destinatario.
La controversia ha riguardato una cartella di pagamento conseguente all’irrogazione di una sanzione amministrativa per violazione del codice della strada.
L’adito Giudice di pace ha annullato l’atto per vizio di notifica in quanto avvenuta a opera di Equitalia mediante lettera raccomandata senza relata di notifica.
Approdata in Cassazione, la controversia si è risolta a favore del concessionario e della Prefettura.

Equitalia ha lamentato con successo la violazione o falsa applicazione di norme di diritto in relazione al combinato disposto degli artt. 26 D.P.R. 600/73 e 137 e ss. c.p.c., poiché, a mente dell’art. 26 citato, la notifica della cartella esattoriale “può essere eseguita anche mediante invio di raccomandata con avviso di ricevimento; in tal caso, la cartella è notificata in plico chiuso e la notifica si considera avvenuta nella data indicata nell’avviso di ricevimento (…)”.

In ogni caso gli eventuali vizi della notificazione della cartella dovevano ritenersi sanati ex art. 156 c.p.c. avendo l’atto raggiunto il suo scopo.
Ebbene, quanto alla notificazione per mezzo del servizio postale, la Seconda Sezione Civile della Suprema Corte richiama l’orientamento della Sezione Tributaria, secondo cui la notificazione della cartella esattoriale emessa per la riscossione d’imposte o sanzioni amministrative può essere eseguita anche mediante invio,da parte dell’esattore, di lettera raccomandata con avviso di ricevimento, senza necessità di redigere un’apposita relata di notifica, rispondendo tale soluzione alla previsione di cui all’art. 26 del D.P.R. n. 602/1973, che prescrive l’onere per l’esattore di conservare per cinque anni la matrice o la copia della cartella con la relazione di notifica o l’avviso di ricevimento, in ragione della forma di notificazione prescelta (cfr. Cass., Sez. VI Civ. –T, n. 16949/2014).
Per quanto riguarda invece l’applicabilità alla fattispecie dell’articolo 156 c.p.c., il Collegio giudicante richiama l’insegnamento delle Sezioni Unite.

Queste, infatti, con la sentenza 19854 del 2004, hanno affermato che in tema di notificazione degli avvisi e degli altri atti che per legge devono essere notificati al contribuente, trovano applicazione le norme stabilite dagli artt. 137 e segg. c.p.c., quindi l’art. 160 c.p.c. che, attraverso il rinvio al disposto dell’art. 156 c.p.c., prevede appunto che la nullità non possa “mai essere pronunciata se l’atto ha raggiunto lo scopo a cui è destinato“.

Il che è accaduto nella fattispecie, poiché il destinatario ha avuto completa conoscenza della cartella in questione tanto da proporre tempestivo ricorso.
La causa, pertanto, è stata rinviata al Giudice di pace per nuovo esame.La sentenza in esame è palesemente in contrasto con quanto deciso di recente dalla Commissione Tributaria Regionale di Campobasso (sentenza nr. 10 del 21/1/2014), che ha sancito la giuridica inesistenza della notifica di una cartella di pagamento a mezzo raccomandata ar, sostenendo che “la notificazione, a parte la pur sussistente funzione di far conoscere l’atto al contribuente (funzione correlata alla relata di notifica), si pone come requisito di perfezionamento della stessa efficacia giuridica di essi provvedimenti di cui è indiscutibile la natura di atti recettizi”.

A ciò consegue che “ … il difetto di notifica dei predetti provvedimenti non è sanabile per il raggiungimento dello scopo(ovvero la avvenuta conoscenza di fatto di essi), non essendo sanabile un atto che sia carente di un elemento necessario per l’efficacia dell’atto stesso: per il perfezionamento dei predetti provvedimenti è infatti richiesta non già la mera comunicazione ma la rituale notificazione la quale, comportando la presunzione di conoscenza legale degli stessi da parte dei destinatari, ne perfeziona l’efficacia”.

Appare evidente che la materia è caratterizzata ancora da una evidente incertezza e non si escludono ulteriori revirement nel futuro.

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Avv. Gabriella Panaro – Info: avv.gabriellapanaro@gmail.com

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